L’ultima Santa Messa romana di padre Serafin Iulian Vescan

Domenica 28 febbraio 2020 si è accomiato dalla comunità cattolica romena della Capitale. Dopo 16 anni di attività pastorale tornerà in Romania
Federico Carabetta - 1 Marzo 2021

A causa del dramma della pandemia, Domenica 28 febbraio 2020, per l’ultima santa Messa di padre Serafin Iulian Vescan, si è dovuto ripiegare sul cortile della Parrocchia di San Valentino al Villaggio Olimpico.

Qui, padre Serafin, nomen omen, ha fatto sorgere un vero altare con tutto il necessario per una Santa Messa, solenne per quanto possibile, con i tronetti per le massime autorità, quella religiosa e quella diplomatica.

Inondato da un sole splendente, il cortile si è – mantenendo il prescritto distanziamento – ugualmente popolato di fedeli, di autorità religiose quali mons. Walter Kasper  cardinale e teologo tedesco Presidente del Pontificio Consiglio per l’Unità dei Cristiani, l’Ambasciatore della Romania presso la Santa Sede,  S. E. il Prof. Doc. Univ. Liviu Petru Zapartan intervenuto pure se sofferente per un recente intervento chirurgico, mons. Pierpaolo Felicolo direttore dell’ufficio Migrantes della Diocesi di Roma, Padre Gabriel Buboi rettore del Pontificio Collegio Pio Romeno, Padre Luciano Lechintan, il diacono Dan Pisuc, il Vice reggente Mariano Bujor per  S. Salvatore alle Coppelle e S. Valentino al Villaggio Olimpico.

I seminaristi del Pontificio Collegio Pio Romeno, al seguito del rettore Padre Buboi, hanno eseguito con bravura i loro canti di accompagnamento alla liturgia.

Ma oltre che sulla cerimonia desideriamo soffermarci sull’attore principale della giornata, padre Serafin che ha pronunciato un discorso non fatto di parole di circostanza ma di un elenco di cose fatte, realizzate per i suoi parrocchiani, ancora una volta mostrando le sue grandi doti, non di parlatore ma di organizzatore, anche in questa giornata, nonostante e a dispetto di tutte le difficoltà, pandemia compresa.

Regista e protagonista, l’abbiamo osservato negli anni sempre come un soldato, uno dei tanti della grande schiera della Chiesa, che è stato mandato sotto il fuoco della prima linea e lui, da semplice soldato, ha fatto cose eroiche. Ed ora, obbediente, rientra tra i ranghi, consapevole e fiero del suo comportamento.

Così il sacerdote che per 16 anni, chiamato a Roma tra i suoi connazionali della diaspora, ha fatto quanto di più umanamente non si poteva, ed ora, ad un comando, torna nella madrepatria a curare altre anime. È contento del benfatto, lo si vede ma, di questo avvicendamento, un aspetto forse lo offuscherà per i risvolti propriamente non felici: i fedeli che hanno trovato in lui, per tutti questi anni, oltre al riappacificatore dei moti dell’anima, la guida e il ricostruttore di una nuova delicata ed ideale trama sociale, che ha tenuto insieme le famiglie, ha fatto crescere buoni uomini, ora soffriranno e non si sa quanto per la separazione dalla guida.

Certamente un altro sacerdote subentrerà ma dovrà passare del tempo prima che tutto il disfatto sarà ritessuto. E la santa Chiesa però, per i meriti di padre Serafin, conferma ancora una volta e come nei secoli passati, che al di là della funzione pura di spiritualità, di sapersi sostituire alle negligenti e tronfie istituzioni nel mantenersi vicini ai propri connazionali, soccorrerli in ogni bisogno, nel ricostruire attraverso l’incontro continuo e l’empatia, il tessuto sociale e la solidarietà, di saper operare per salvare e tramandare la cultura e le tradizioni.

Dar Ciriola

Dove andrai padre Serafin con il tuo sorriso e con la tua semplicità schietta e la tua grande capacità aggregativa?

Và, caro Padre. Dovunque sarai, ti seguiranno il ricordo e la riconoscenza di tutti i tuoi fedeli.

 

Nella prima foto, da sinistra: il Cardinale Walter Kasper, padre Serafin, L’Ambasciatore S. E. Liviu Petru Zapartanfoto

Nella seconda foto: padre Serafin tra autorità e fedeli 


Commenti

  Commenti: 2

  1. Olimpia ciocodeica


    Multumim autoritatilor ,preotilor,studentilor si intregii comunitati care au participat la aceasta Sfanta Liturghie…cu ocazia inchiderii misiunei p
    astorale a
    parintelui Serafim Iulian Vescan.
    Parinte …multumim ptr.rabdarea ,rugaciunea si tot ce a ti facut ptr noi…
    Va doresc Sanatate si mantuire sufleteasca!

  2. Maricica Movila


    ..mi piange il cuore pensando che nostro parroco nn ci sarà domenica ad aspetare…sono 14 anni che mi guida i passi …prego Dio che padre Serafim torna da noi…nn lasciate crescere iarba sulla strada che porta alla chiesa…noi qui lontani da nostri cari abbiamo bisogno di alleviare dolore del anima in chiesa…e la chiesa nn e solo muri…la chiesa e molto di più…la chiesa e parroco che sa aprire le porte della nostra anima verso Dio…grazie a padre Serafim io sono tornata in chiesa…ora nn so che succederà ma io piango e prego Dio che torna da noi❤❤

Commenti