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L’ultima volta di Delio Rossi

Il tecnico della Lazio ha salutato l’ambiente con una conferenza stampa

Delio Rossi saluta i tifosi dopo la conquista della Tim Cup 2008-2009. Foto Gmt

Oggi 8 giugno a Formello Delio Rossi ha parlato alla piazza e lo ha fatto con la sua ultima conferenza stampa da mister della Lazio.

Una chiacchierata malinconica da parte di un tecnico che ha mostrato attaccamento alla Lazio, un sentimento che è emerso per l’ennesima volta dalle parole pronunciate ai microfoni.
“Priorità alla Lazio sempre”, nei momenti in cui attendeva risposte dalla società, questo ha dichiarato Delio. E poi saluti ai tifosi non celando di esser stato orgoglioso di guidare e vincere con la SS. Lazio.

Ora occorre un sostituto: fino a qualche giorno fa sembrava probabile Ballardini, oggi è spuntata la pista Lucescu, vincitore della Coppa Uefa accanto al nome di Allegri.

Non scomparso del tutto dal toto allenatori il nome di Giampaolo. 

I tifosi attendono, la Lazio deve ripartire.

Arrivederci Forrest Gump

A trovarli allenatori così, umili, sin troppo, a tal punto da produrre con la sua alchimia anche qualche effetto collaterale ossia il rischio di esser preso per un aziendalista che in gergo calcistico significa accettare ogni decisione del Presidente senza mai accennare alzate di voce.
Questa di Delio Rossi è una probabile debolezza che la gente laziale ha sempre messo nel conto ritenendola più che probabile. Ma poi Delio è un uomo che si fa amare, e come fai a non amare uno che talvolta ha sbagliato formazione ma poi ha sempre imbrigliato la Roma e il suo gioco spallettiano.

Come puoi non amare “Forrest Gump” che corre sotto la Nord dopo i derby vinti, allarga le braccia e mima la voglia di abbracciarci tutti con l’occhio che si bagna.

La Lazio è sempre stata la sua prima scelta, sia quando le cose andavano male sia nel momento dei trionfi. Ora che siamo all’epilogo della storia, dopo quattro anni di guida tecnica, questo uomo giovane e antico allo stesso tempo ci ricorda valori dimenticati.
Dove lo trovi uno che mentre gli trema la terra sotto i piedi non si guarda intorno? Sperava Delio, per affetto nei confronti della Lazio e non per denaro, lui che tra tante squadre almeno una l’avrebbe trovata nei giorni in cui non poche panchine ballavano il valzer.
Delio ci sembra uno di quei bravi ragazzi che giura affetto ad una donna e cancella i numeri delle altre fin quando l’amata lo molla e lui non sa con chi uscire.
Certe dimostrazioni di lealtà ed onestà producono un effetto benefico, cancellano tutte le prestazioni opache patite dall’ambiente.
Ci restano le soddisfazioni che ci ha dato questo uomo buono che probabilmente per troppa bontà si è complicato un po’ la vita nella gestione del gruppo.
Delio, fa niente. Volevi uno stadio pienissimo in una notte importante ed è stata Coppa Italia.
Ora la Lazio è senza di te e tu sei senza la Lazio.
La Lazio non ha un allenatore e Delio non ha una squadra.
Questi vuoti che ci accomunano rendono dolce questo addio. Arrivederci Delio.
Per sempre nei nostri cuori.

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