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Lunghezzina Due, sedotti e abbandonati

Operai cercansi per parco costruito a metà

Diciamolo chiaramente: ci avevano creduto.

Quando i circa duemila abitanti di Lunghezzina avevano visto le ruspe e i caterpillar al lavoro nella Riserva dei Selci, qualcuno aveva pensato: finalmente, sì, la Roma dei politici, degli amministratori e delle persone di buona volontà aveva deciso di dare dignità a quei romani che avevano scelto, volenti o no, di andare ad abitare appena fuori dal Raccordo.

Abbiamo già raccontato su questo giornale cosa significa "vivere", per i residenti, in un quartiere-cantiere. E pensavamo di non dover raccontare più storie pasoliniane di borgate nate male, con opere vitali che sorgono, quando lo fanno, a singhiozzo tra i capricci di un burocrate e l’alto. O tra una scartoffia e l’altra.

La storia è semplice: a metà luglio nella piazza Montenerodromo iniziano quei famosi lavori ricompresi nelle opere di compensazione, magnificati magistralmente da immobiliaristi e politici: il verde nella piazza inizia ad essere sistemato, viene buttato giù un manto di ghiaia e iniziano a prendere forma panchine e travi di sostegno per quello che dovrebbe essere un patio pubblico. Anzi, i patio sono due, quasi a dire: ‘Crepi l’avarizia e scusate per il ritardo’.

Nel frattempo che squadre di lavoratori e ingegneri prendevano in cura piazza Montenerodromo nonostante la calura di metà luglio, una ruspa ed un caterpillar si occupavano della Riserva dei Selci, più volte utilizzata come pubblica discarica di cantieri assai noti. Via le montagne di rifiuti, terriccio e materiale di scarto; finalmente ricoperte le immense vasche che facevano da apripista al sorgere di cantieri della prima ora. Via anche erbacce e quant’altro poteva in qualche maniera ostacolare l’opera del servizio giardini del Comune, che di lì a breve avrebbe dovuto preparare un bel parco pronto per l’uso, con tanto di piante, alberi e pista ciclabile a fare da perimetro.
E ovviamente parco giochi annesso alla Riserva con piazza Montenerodromo finalmente risistemata.

E invece? Arriva ferragosto. E poi tornano i vacanzieri, quelli di agosto e quelli di settembre. Riaprono le scuole, inizia ottobre e quasi finisce. E nessun operaio si affaccia più sui cantieri. Ai residenti sedotti e abbandonati, vengono lasciati cumuli di ghiaia, terriccio e opere incompiute. Una sorta di ‘torno subito’ che così non è stato.

Ricordo, maledetta memoria, che il Presidente uscentedell’VIII Fabrizio Scorzoni aveva assicurato: i fondi ci sono! Ora è lecito chiedersi: ‘c’erano?’ …E, soprattutto: che fine hanno fatto? La parzialità dei fondi di allora avrebbe permesso un’opera di recinzione, auspicata dall’ex presidente, dai più giudicata inutile. Un parco non può essere uno zoo, recintato e chiuso. Giusto. Un parco, ma la Riserva dei Selci non era e non è propriamente un parco.

Le amministrazioni locali dell’VIII precente e attuale si sono sempre dichiarate più o meno inconsapevoli della sorte di questi fondi, in attesa di una manna dal cielo o meglio da parte del Campidoglio che non si sa bene se e quando arriverà.

I residenti esigono  invece risposte. Legittime e sacrosante. Vogliono vedere terminati quei lavori iniziati nello stupore e finiti nello sconcerto. Vogliono alberi invece di sacchetti della spazzatura. Vogliono sapere quanti sono i fondi stanziati e chi dovrà gestire questi fondi.

In un appuntamento informale con esponenti dell’attuale maggioranza dell’VIII è sembrato che mancasse qualche carta burocratica dal Campidoglio per completare i lavori che saranno ad opera del Servizio Giardini del Comune. Eppure in campagna elettorale sembrava che tutto si sarebbe risolto in poco più di un mese: ‘Se sarò eletto il parco si farà in men che non si dica’.

E la promessa correva sui fili di entrambi gli schieramenti, nella settimana precedente alle elezioni: a Lunghezzina Due sono pur sempre mille voti che ci si porta a casa.

Le foto di questo articoli narrano l’ennesima storia di pesci che abboccano, i cittadini, e di squali d’altomare, i politici. Quando si parla di opere incompiute si pensa ad ospedali, scuole e opere viarie.

Ma siamo proprio sicuri che un parco di qualche ettaro non sia altrettanto importante?

Parco dei Selci Lunghezzina

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