

I cittadini sottolineano la gravità della situazione
Il sequestro della discarica di Malagrotta sarebbe il risultato di irregolarità riscontrate dal sopralluogo dei Vigili del Fuoco, l’8 agosto 2008, e dai due effettuati dal NOE, il 16 e il 23 di settembre, che hanno portato ad un esposto alla Procura. “Il giudizio complessivo espresso nell’esposto ‘la situazione riscontrata suscita perplessità sul piano operativo, procedurale e della sicurezza’ non lascia dubbi sulla gravità della situazione riscontrata”. Afferma in un comunicato stampa il Comitato Malagrotta.
"I cittadini della Valle Galeria e i Comitati Territoriali – scrive il Comitato – non sono sorpresi dall’esito di questi controlli, perché da circa un quarto di secolo denunciano, inascoltati, una gestione della discarica di Malagrotta sempre ai limiti della legge e spesso anche oltre, come testimoniano le due condanne già definitive e l’ultima recentissima in primo grado del responsabile unico della discarica. Una gestione che ha creato disagi enormi, e temiamo anche patologie, alla cittadinanza, nell’assoluta mancanza di controlli da parte delle Istituzioni e delle varie amministrazioni succedutesi in questo lungo periodo.
E’ stato sufficiente, infatti, che fossero effettuati alcuni controlli e verifiche per portare al sequestro dell’impianto di gassificazione e di tutti gli atti autorizzativi, confermando tutti i timori dei cittadini per l’avvio di questo impianto.
E mentre l’Avvocato Cerroni non cessa di indignare la popolazione con le sue provocazioni dichiarando ‘di voler far conferire in discarica i rifiuti per altri duecento anni e che a Malagrotta si respira aria pulita’ lascia perplessi e stupiti anche l’atteggiamento di alcuni amministratori, tra i quali il Presidente della Regione, Piero Marrazzo, che banalizzano l’incidente quasi si trattasse di una semplice dimenticanza o inavvertenza amministrativa, sanabile con l’apposizione di qualche timbro sulle autorizzazioni. Senza considerare la necessità di avviare una seria indagine per verificare la sicurezza e la salute dei cittadini, adesso e in funzione delle conseguenze future, partendo da un riesame della tecnologia dell’impianto, dell’iter autorizzativo, dei controlli sulle emissioni, della composizione, nocività e destinazione delle scorie.
E infine riaffermiamo la necessità inderogabile che venga finalmente effettuato quello ‘Studio integrato di sicurezza dell’ area vasta’ per tutta la zona di Malagrotta – Valle Galeria che il Comune di Roma (X Dipartimento – Servizio VIA) aveva richiesto alla Regione Lazio fin dal dicembre 2003.
Chiediamo per l’ennesima volta – conclude il Comitato – che venga consultata la popolazione come espressamente stabilito dall’ Articolo 23 dello stesso Decreto 338/99 in merito al monitoraggio preventivo della qualità dell’aria della zona ed in merito ai controlli specifici in tempo reale delle operazioni dell’ impianto".
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