

Sull'impero dell'avvocato Manlio Cerroni non tramonta mai il sole
Centoquaranta ettari di colline adagiate tra Fiumicino, Ponte Galeria e Piana del Sole, nella provincia di Roma. Un angolino di mondo che fattura ogni anno circa 800 milioni di euro. Malagrotta è la discarica più grande d’Europa, con le sue 4.500 tonnellate di immondizia, prodotte ogni giorno dalla capitale e dalla Città del Vaticano.
Come ogni regno che si rispetti anche Malagrotta ha il su re, Manlio Cerroni, meglio noto come l’Avvocato, da non confondere con Gianni Agnelli, che alla “mondezza” preferiva le quattro ruote. La carriera di Cerroni inizia negli anni ’50, quando viene eletto tra le file della Dc sindaco di Pisoniano, un comune di 700 anime collocato tra i monti Prenestini. E’ il 1975 l’anno in cui esordisce con lo smaltimento dei rifiuti di Testaccio a Roma.
Da allora sull’impero Cerroni non tramonta mai il sole. Si estende dall’Australia al Brasile, passando per Norvegia, Francia, Italia, Romania e Albania. Ma il fiore all’occhiello dell’Avvocato è Malagrotta.
Oltre alla discarica, la zona ospita un inceneritore per i rifiuti ospedalieri, una raffineria e quattro impianti per lo stoccaggio dei carburanti. Ultimo arrivato è il termovalorizzatore, che fa parte del piano 2008 della regione Lazio per uscire dall’emergenza “mondezza”. A chi lo accusa di monopolio, Cerroni risponde che si tratta solo “di un vattaggio competitivo legittimamente conquistato sul mercato”. Peccato però che non ci siano mai state gare d’appalto. Semplicemente lui era lì.
L’Italia ha rischiato più volte di essere sanzionata dall’Unione europea proprio perché la regione Lazio non ha presentato per anni nessun disegno per lo smaltimento e il riciclaggio dei rifiuti. E così, il 24 giugno 2008, è arrivato il progetto di quattro termovalorizzatori dislocati nella provincia di Roma. Tutti targati Cerroni.
L’Avvocato guadagna 3 volte dallo smaltimento. Percepisce circa 70 euro a tonnellata per l’immondizia che riceve ogni giorno da Roma e dal Vaticano, vende il bio gas che produce dalla combustione dei rifiuti e riceve gli incentivi statali Cip6, per l’energia prodotta con impianti alimentati da fonti rinnovabili.
Con un business del genere a chi verrebbe in mente di rallentare il ritmo per favorire la raccolta differenziata? Di certo non al re della “mondezza”.
Se fosse invece il Comune a gestire gli impianti, oltre a un bel risparmio per i contribuenti, potrebbero essere attuate nuove politiche di riciclaggio.
Oggi la raccolta differenzia nel Lazio è pari al 14% contro il 42 della Lombardia. La giunta Marrazzo si è posta come obiettivo quota 50% entro il 2011. Ma la meta sembra lontana, se si pensa ai quattro nuovi termovalorizzatori, alla discarica di Malagrotta e al loro re, che più smaltisce e più si ricarica.
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