

Richiesto consiglio congiunto dei Municipi XV e XVI. Intanto Tar sospende ordinanza Alemanno su discarica
Ancora riflettori puntati sullo spinoso caso Malagrotta. La questione è tornata prepotentemente alla ribalta dopo l’allarme lanciato da Legambiente negli ultimi giorni. In sostanza, come già denunciato a più riprese, nella discarica più grande d’Europa ci sarebbe una preoccupante produzione e dispersione di percolato (un liquido tossico rilasciato dai rifiuti). Lo stesso liquame andrebbe ad inquinare le falde acquifere, fino a riversarsi nel Tevere e infine nel mar Tirreno.
Niente di nuovo sotto il sole, verrebbe da dire. Perché nel novembre 2010 i dati contenuti nella relazione di Arpa Lazio (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale del Lazio) avevano da tempo disegnato un quadro drammatico per le acque sotterranee della discarica di Malagrotta, evidenziando un peggioramento del già preoccupante stato di contaminazione del sito.
La stessa Arpa, denunciando la piena emergenza inquinamento, sollecitava inoltre la messa in sicurezza dell’area e successivi interventi di bonifica. La telenovela è in realtà ancor più lunga e intricata, densa di polemiche, imbarazzi, proroghe, rimbalzi di responsabilità, ipotesi più o meno vagliabili, non ultima quella del commissariamento paventata nel mese di dicembre dalla governatrice della Regione Lazio, Renata Polverini. Il 26 gennaio infine, il Consiglio regionale del Lazio, dichiarava l’area interessata ad elevato rischio di crisi ambientale.
Intanto, in attesa di una nuova perizia sullo “stato di salute” della discarica, da consegnare entro il 31 marzo, il Tar del Lazio ha congelato il provvedimento – fino all’udienza del 27 aprile – con cui il sindaco Alemanno si impegnava per tutelare le falde acquifere sotto quello che è stato ribattezzato l’«Ottavo colle», ovvero quello sorto sui rifiuti della Capitale.
Nel frattempo, in un contesto tutt’altro che definito, sono intervenuti Augusto Santori e Marco Giudici, consiglieri Pdl rispettivamente del Municipio XV e Municipio XVI. In una nota congiunta, i due esponenti hanno dichiarato la necessità di fare chiarezza: “Abbiamo protocollato in data odierna una richiesta formale indirizzata ai rispettivi Presidenti del Consiglio per richiedere un consiglio congiunto dei Municipi XV e XVI con all’ordine del giorno lo stato delle cose relativo alla discarica di Malagrotta, da effettuarsi possibilmente nei pressi della Valle Galeria al fine di esprimere in maniera chiara e perentoria la posizione del territorio rispetto a qualsiasi altra proroga che coinvolga Malagrotta”.
Nella nota riferimenti anche al post-Malagrotta e alle ipotesi alternative per ospitare la nuova discarica romana. In particolare, nell’intervento arriva un fermo “no” alla candidatura di Monti dell’Ortaccio, già più volte respinta come soluzione impraticabile dagli stessi abitanti della Valle Galeria: “In tale contesto – hanno concluso Santori e Giudici – la mozione e la richiesta di consiglio congiunto vuole anche sottolineare la premura fondamentale di dimenticare i Monti dell’Ortaccio, sito a due passi da Malagrotta e di proprietà della Giovi srl, quale possibile alternativa all’attuale discarica”.
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