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Maschere Romane  al Raduno Nazionale delle Maschere Italiane

In scena sulle strade e nelle piazze di Parma il 14 e 15 maggio

Torniamo a parlare di Tiburtello, maschera carnascialesca nata sulla Tiburtina  e delle altre Maschere Romane, quelle  che hanno fatto la fastosa storia del Carnevale Romano  che, a cominciare dal XV secolo, hanno richiamato a Roma mezza Europa.  Ora, tutte insieme, quelle recenti e quelle fatte riemergere dal lungo oblio e rese di più  protagoniste nell’ultimo decennio in nuovi magnifici eventi attraverso il “Gran Carnevale Romano”, si riprendono dal letargo annuale e si mettono festosamente in cammino.

Ce lo annuncia Rosangela Castelliche di quegli eventi è ideatrice e Direttore Artistico insieme a Toni Sarnataro, ed in questa “Spedizione” è totale curatrice e responsabile per la produzione di Ichnostudio, Rosangela ci parla ampiamente di questo viaggio che le nostre Maschere sono state invitate a intraprendere per andare nientemeno ad incontrare altre maschere, di altre tradizioni locali italiane, e forse anche straniere, visto che si vuol fare dell’Europa un solo e grande unica nazione.

Tiburtello&BellaRomaninaCi dice che vanno  a Parma per rappresentare  Roma e la Regione Lazio, al Raduno Nazionale delle Maschere Italiane che andrà in scena sulle strade e nelle piazze di quella città il 14 e 15 maggio 2016, per la Quinta Edizione di “Maschere Italiane a Parma”.

La “Gloriosa Spedizione” non andrà, come si suole dire, a mani vuote, ma  porterà bensì  in terra parmigiana oltre la Romanità, pure i più saporiti prodotti enogastronomici tipici della regione che – non dimentichiamolo – primeggia in Italia in questo campo.

L’invito è dell’Organizzazione di “Maschere Italiane a Parma”, il cui principale obiettivo è la “valorizzazione della Maschera come sintesi del patrimonio culturale e storico di un luogo”. Questa  ha invitato al proprio raduno la Maschera Ufficiale del “Gran Carnevale Romano”, Tiburtello, ed le altre Maschere Romane Tipiche. Il fatto, ci dice Rosangela Castelli, rappresenta il  riconoscimento del buon lavoro fatto negli anni sul recupero del Carnevale Romano storico e delle Maschere Romane e dell’apprezzamento da parte di un’altra città di un’altra regione. Un lavoro attento, e rigoroso che non è passato inosservato, tanto da essere chiamato  a rappresentare l’Urbe e l’intera Regione. Per questa prima partecipazione al Raduno Nazionale, portabandiera di Roma e della Regione Lazio saranno un gruppo di Maschere Romane capitanate ovviamente da Tiburtello e composto da altri personaggi tra “contemporanei” e “storici”.

MaschereRomaneA descriverceli è sempre la curatrice Castelli: TIBURTELLO, Maschera Ufficiale  del “Gran Carnevale Romano”, rappresenta l’odierna Città Metropolitana, quella complessa che unisce sia i quartieri storici (Trastevere, Monti,…)  che avevano dato i natali alle Maschere della tradizione, sia quelli sviluppatisi a dismisura magari lungo il tracciato di antiche vie consolari, dal Centro fin molto oltre il Raccordo, spesso inglobando località prima isolate. La Via Tiburtina assurge in questo a paradigma. Da qui Tiburtello trae il suo nome, da qui nasce  il 26 febbraio 2006, alla presenza di decine di migliaia di persone, tenuto a battesimo dall’allora Ass.re alla Cultura di Roma, Gianni Borgna. Quest’anno festeggia i suoi primi 10 anni, ma non essendosi potuta tenere la sua grande festa del “Gran Carnevale Romano”, li festeggerà ad ogni possibile occasione (compresa questa) da qui al prossimo compleanno, che cadrà proprio nell’ultima domenica di Carnevale.

Si vanta di essere la prima Maschera 2.0 al mondo, ha un suo profilo Facebook dal quale interagisce in romanesco non purissimo  con i suoi “amichi”, quando non è in letargo e quando “li Direttori” gli consentono di farlo … E’ un personaggio della contemporaneità, con un recente passato da giovane precario ed un presente da giovane Maschera Romana,  idealista e donchisciottesco, ma con quel tanto di spacconeria simpatica ereditata dai fratelli maggiori Meo Patacca e  Rugantino. Non è ancora dotato di parola, ma riesce comunque a farsi ben capire attraverso la mimica e, nelle grandi occasioni, servendosi pure di un proprio “portavoce”, in genere il Dottor Gambalunga.

BellaRomaninaLa BELLA ROMANINA,  Reginetta  del “Gran Carnevale Romano”,  è stata creata nel 2008 quale “quota rosa” nel parco Maschere Romane, un po’ carente di figure femminili. Trae spunto idealmente da quella “Romanina”, talentuosa cantante del ‘700 che contribuì in gran misura al successo di Metastasio. In un contesto di personaggi simpatici ma linguacciuti e fanfaroni  che sgomitano per prendersi la scena, lei la prende con naturalezza  con il solo procedere tra di essi, vestita del suo costume rosso d’epoca, inneggiante alla Romanità. Rappresenta la “bellezza” di Roma, naturale ed appariscente al contempo, che talvolta può premiare pure scoprendo gioielli nascosti, come fa lei, quasi senza malizia, scoprendo la rossa giarrettiera ornata dello scudo S.P.Q.R. Ovviamente Tiburtello stravede per lei ad aspira a divenirne il fidanzato, ma anche tutti gli altri personaggi maschili non sono insensibili al suo fascino.

Il DOTTOR GAMBALUNGA, Maschera Romana storica derivata dai “falsi medici” della Commedia dell’Arte, mix tra il dottore fanfarone e la figura dell’imbonitore da piazza, il “ciarlatano” o “Cerretano”. Ebbe un grande sviluppo durante il Carnevale Romano storico e molti personaggi famosi ed insospettabili ne presero le sembianze e lo sproloquio latinizzante, compreso il poeta Gioacchino Belli, che lo interpretò con uno spassoso monologo, “il Ciarlatano”, scritto appositamente. Presente nel “Gran Carnevale Romano” dal 2006, dove per primo “visitò” l’appena nato Tiburtello, ha proseguito ad affiancarlo negli anni fino a diventarne, in quanto il più colto tra le Maschere, il suo “portavoce”.

NINA, bella popolana trasteverina, come molti personaggi romani, più che una Maschera è un “tipo”… E’ il “tipo” della fidanzata di Meo Patacca e/o Rugantino, una graziosa “bulla” in gonnella, sempre pronta a difendersi ed attaccare con la parola, ed alle brutte, con lo “spadino” o con il coltello… Rappresentata in letteratura dal ‘600, quale degna compagna di Meo Patacca, è presente nel “Gran Carnevale Romano” dal 2006.

Per due giorni quindi le Maschere racconteranno se stesse ed il territorio che rappresentano in diversi luoghi e momenti di spettacolo, con scenette, siparietti da Commedia dell’Arte, interazioni con le altre Maschere Italiane ed Europee e con la cittadinanza.

Saranno quindi sempre “in scena”, in varie situazioni, sia sfilando per il centro di Parma, o negli altri contesti storici, o esibendosi  negli spazi di spettacolo previsti a Piazza Duomo, alla cena di gala all’Ospedale Vecchio, ai Musei del cibo Corte di Giarola, al Festival della Malvasia di Sala Baganza. In un contesto che inneggia soprattutto alle eccellenze enogastronomiche territoriali, le Maschere racconteranno se stesse, Roma ed il Lazio, ponendo particolare accento al tema del cibo, a tal proposito stiamo confezionando testi inerenti, anche recuperati da opere e canzoni antiche, da inserire nel “canovaccio” degli spettacoli.

Ma non solo, le Maschere omaggeranno ufficialmente con delle eccellenze enogastronomiche l’Organizzazione di “Maschere Italiane a Parma”, avendo così ulteriore modo di parlare del nostre  territorio e produzioni tipiche.

I nostri gioielli cercheranno di presentarsi al meglio, nel confronto con le altre Maschere e le altre Regioni,. L’occasione sarà propizia  per costruire relazioni di scambio con altri Carnevali ed altre Maschere tipiche, note o meno note.  Peccato per il mancato supporto economico delle istituzioni locali, che avrebbe consentito una rappresentanza più folta ed ancora più curata;  comunque l’iniziativa gode del Patrocino della REGIONE LAZIO.

Nelle Foto: 1) Il bozzetto con Tiburtello e La Bella Romanina che pubblicizza la Spedizione delle Maschere Romane a Parma.
2)  L’allegria di TIBURTELLO con altre Maschere Romane all’ultima edizione del “Gran CARNEVALE ROMANO”.
3)   LA BELLA ROMANINA, Reginetta del Gran CARNEVALE ROMANO

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