Musica per salvare l’artico

Un orso polare al concerto degli Audiomatica a Roma
Enzo Luciani - 4 Ottobre 2012

 Il Gruppo Locale di Greenpeace a Roma partecipa al concerto di lancio del progetto Audiomatica, rock band che ha deciso di dedicare la propria musica alle tematiche ambientali. In occasione della presentazione del disco, prevista per il prossimo 6 ottobre, i volontari dell’associazione, accompagnati da un finto orso polare simbolo delle meraviglie artiche da preservare, chiederanno ai fan degli Audiomatica di firmare una petizione per salvare l’Artico, come hanno fatto già un milione e 800 mila persone sul sito www.savethearctic.org. 

  Con la campagna “Save The Arctic” Greenpeace chiede un bando alle trivellazioni petrolifere e alla pesca non sostenibile in Artico e la creazione di un santuario nell’area disabitata che circonda il Polo Nord. I ghiacci dell’Artico hanno una funzione fondamentale nella stabilizzazione del clima del pianeta e la loro scomparsa comporterà il riscaldamento degli oceani ed effetti negativi sul clima a livello globale. Lo scorso 19 settembre gli scienziati statunitensi del National Snow and Ice Data Center (NSIDC)  hanno annunciato che il disgelo annuale dei ghiacci ha raggiunto il livello più basso registrato dal 1979, con una diminuzione del 45 per cento.    Alla campagna Save The Arctic hanno aderito molti artisti italiani e internazionali come la rock band inglese di Tom Yorke, i Radiohead. Anche gli Audiomatica hanno deciso di dare il proprio contributo per salvare l’Artico ospitando i volontari del Gruppo Locale di Greenpeace a Roma durante il concerto di lancio del nuovo album.   Appuntamento sabato 6 ottobre presso il Jailbreak Live Club, in Via Tiburtina 870, 00155 Roma (Metro Santa Maria del Soccorso), dalle ore 21:00. Durante l’evento sarà allestito un banchetto informativo e verranno proiettati i video delle azioni di Greenpeace in Artico. È possibile aderire alla campagna per fermare le trivellazioni in Artico online sul sito www.savethearctic.or

Dicci cosa ne pensi per primo.

Commenti