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Non c’è freccia della giustizia che scocchi senza l’amore del suo arco

I ragazzi del Reparto Antares del gruppo scout Agesci Roma 91 “Aquila Azzurra” rientrati dal loro campo estivo (il primo dopo la pandemia)
Olga Di Cagno - 13 Agosto 2021

Roma (ma potrebbe essere Altrove), caldo pomeriggio estivo (e non potrebbe essere altrimenti), un pullman in arrivo, adulti che aspettano impazienti il ritorno di quel pullman e che cercano di scorgere volti, ragazzi che scendono e che cercano di capire dove siano… non la fine di un’avventura, ma il principio di una storia che, sebbene sia stata già sperimentata da altri, in altri luoghi ed in altri tempi, non aspetta altro che di essere narrata per rimanere viva nei cuori di coloro che l’anno vissuta.

Il Reparto Antares, del gruppo scout Agesci Roma 91 “Aquila Azzurra” mercoledì 11 agosto è rientrato a Roma, presso la parrocchia di San Bernardo da Chiaravalle, a Centocelle, dopo aver trascorso 11 giorni di campo estivo.

Ma, in genere c’è sempre un ma, a ben guardare i ragazzi che erano scesi avevano qualcosa di diverso (e non era solo lo sporco!), camminavano in modo diverso (e non era solo per la stanchezza), si esprimevano e si relazionavano tra loro e con gli adulti in modo diverso (e non era solo per le mascherine indossate).

Tutto in loro, dallo sguardo, alla camminata, ai saluti a distanza rivolti ai genitori (dovevano mantenere la famigerata bolla anti-contagio) narrava di avventure epiche, di giochi all’ombra di boschi incantati, di imprese eroiche (in alcuni casi accendere un fuoco per preparare un pranzo e cucinarlo è un’impresa eroica), di scintille che nel buio della notte rischiavano il cielo ed irradiavamo non solo luce ma il calore che una comunità può donare.

Robin Hood, Lady Marion, Little Jhon, Lady Cocca, Ser Biss, il perfido sceriffo, e gli allegri compagni stavano aspettando quei giovani eroi insieme ai genitori; gli adulti, i grandi, quelli che sanno tanto cose, non potevano vederli, solo i veri eroi, i protagonisti dell’avventura avrebbero potuto vederli.

Eppure, in genere c’è sempre un eppure, osservando bene quei ragazzi quei personaggi, solo quelli positivi, avevano trasmesso parte della loro forza ai ragazzi.

Spirito di avventura, capacità di sapersi adattare, volontà di mettersi in gioco, condivisione nella semplicità di materiali e di sorrisi e poi il servizio verso la propria squadriglia e tutto il reparto, le preghiere sussurrate poco prima del riposo notturno “tra le tende schierati per salutar il dì che muor” la magia del campo era compiuta!

Il primo agosto erano partiti, grandi e piccoli, pronti a vivere la loro avventura ed al ritorno erano rientrati come solo gli scout sanno essere: guide ed esploratori che avevano messo in pratica il loro motto: Estote Parati! Siate Pronti!

Sempre pronti, anche a dover gestire necessità improvvise o avversità che sembrano insormontabili, anche a dover rinunciare al momento tanto atteso per il bene comune e comunque gioire a distanza per tutti e partecipare, seppure in videochiamata ai saluti finali.

Non c’è freccia della giustizia che scocchi senza l’amore del suo arco, sulle magliette dei ragazzi e dei capi è questa la scritta che si legge; la freccia era stata scoccata, i ragazzi avevano raggiunto il bersaglio e grazie all’amore di capi, assistente ecclesiastico e genitori (ogni tanto anche loro fanno qualcosa di buono) aveva colpito il centro!

Tempo fa una giovane capo salutava tutti al rientro dai campi con un “buon campo”, perché il campo non finiva al rientro ma iniziava quando svuotando lo zaino si ritrova “un pezzo del nostro cuor” e si era pronti, stanchi, affamanti e sporchi a ripartire immediatamente!

Buon campo ragazzi! Estote parati, il prossimo è già in preparazione!

Buona Caccia, Buon Sentiero, Buona Strada!

Pantera Irriverente


Commenti

  Commenti: 2


  1. sono ginevra (gina) e devo dire che ho imparato molto in questi 11 giorni e sono davvero felice di aver partecipato a questo campo davvero speciale 💛🖤🐺


    • Ciao Ginevra,
      Il campo lo avete reso voi, ragazzi e capi, speciale. Ora nel tuo zaino personale ci sarà un po’ più di esperienza. La prossima avventura sarà ancora più entusiasmante.
      Lancio una sfida a te e al reparto: scrivete un articolo con le vostre emozioni ed esperienze vissute!
      Magari c’è qualche giornalista tra voi e il direttore del giornale potrebbe anche decidere di pubblicarlo!

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