“Non rimandiamo a settembre – proposte e azioni per una città solidale”

Bilancio di un anno di iniziative politiche di “Nonna Roma” sul tema dell’emergenza abitativa
Marco Picozza - 26 Luglio 2022

Quarticciolo luogo di confronto nel pomeriggio di giovedì 21 luglio 2022. Si è svolta presso la Casa di Quartiere in via Ugento un’iniziativa, organizzata dall’Associazione di Volontariato “Nonna Roma”, incentrata sul confronto-dibattito tra i volontari dell’associazione le istituzioni in merito alle azioni intraprese sul territorio comunale finalizzate alla risoluzione degli innumerevoli problemi ancora irrisolti nel campo delle politiche abitative emergenziali, con lo scopo di confrontarsi con le varie realtà territoriali, fare il punto su cosa si è fatto, su dove si è arrivati e su dove si dovrà arrivare nel prossimo futuro.

Ad aprire la manifestazione il Presidente di Nonna Roma, Alberto Campailla, che ha ricordato come molte delle azioni intraprese negli ultimi mesi abbiano mosso le basi dalla presentazione del rapporto sui senza dimora “Dalla strada alla casa” di febbraio 2022 presso la Città dell’Altra Economia a Testaccio. Il rapporto, nelle parole di Campailla, ha costituito sia un momento di conoscenza generalizzata della dimensione del fenomeno, sia un presupposto per analizzare e pianificare risposte specifiche alle problematiche illustrate, tra le quali la residenza fittizia e gli effetti distorsivi causati dall’art. 5 del decreto Lupi. A tale proposito, è stato ricordato come quella che viene comunemente definita ancora “emergenza abitativa” nella realtà costituisca una problematica ormai non più emergenziale bensì ampiamente strutturale, poiché nel territorio comunale si assiste alla presenza di ben 65.000 nuclei familiari che risultano essere in diverse condizioni di situazioni emergenziali. Con tale rapporto si è provato a dare una risposta in merito agli ultimi della città. Il percorso di questi mesi ha iniziato a mettere in piedi un modello di accoglienza assieme ad alcune istituzioni, un modello non incentrato esclusivamente sul fornire un tetto a chi è disagiato, ma anche al tempo stesso portando avanti un modello di inclusione più generale, non relegato al solo ambito abitativo.

A quasi un anno dall’insediamento della giunta Gualtieri” ha concluso Campailla “dobbiamo soffermarci su quanto è stato fatto e riflettere su cosa c’è ancora da fare e su quali siano le sfide da portare avanti. Se questa maggioranza è diversa da chi l’ha preceduta, allora si auspica che il cambiamento sia visibile, e che le azioni portate avanti dalla giunta in tal senso siano solo i primi passi verso un reale processo di inclusione di chi vive nel disagio”.

Al termine dell’intervento del Presidente di Nonna Roma, ha preso la parola Federica Borlizzi – che ha lavorato al dossier e nell’associazione assieme ad altri gestisce la parte di analisi e studio sui temi dei senza dimora e delle politiche abitative- la quale ha voluto raccontare ai presenti le grandi difficoltà abitative in quelli che vengono definiti “accampamenti informali”. Nel ricordare che questi luoghi sono tutt’altra cosa rispetto alle occupazioni abusive organizzate, ha illustrato ai presenti che tali accampamenti costituiscono insediamenti all’interno di scheletri di edifici o ex fabbriche, con condizioni igieniche del tutto indecenti ed al di sotto di qualsiasi livello di tollerabilità. Tali accampamenti, anche se presenti su tutto il territorio comunale, sono largamente presenti nel IV e nel V municipio, sia per la vicinanza con gli uffici immigrazione di via Patini, sia perché questi sono territori dove si trovano molti capannoni industriali dismessi (un esempio spesso presente nelle cronache è quello della ex Penicillina su via Tiburtina). Tante le categorie disagiate presenti all’interno di tali strutture: dalle donne vittime della tratta, ai minori non accompagnati giunti in Italia dopo lunghi viaggi, per arrivare a molti di coloro che avrebbero diritto al permesso di soggiorno ma che si trovano in una condizione di illegalità poiché per motivi burocratici non viene accettato l’indirizzo di residenza di via Modesta Valenti (l’indirizzo anagrafico fittizio per i senza fissa dimora) e che quindi si trovano a dover vivere in questi accampamenti per mancanza di alternative. Tale problema si è inoltre incrementato durante il primo periodo della pandemia del 2020, poiché solo grazie all’azione congiunta del mondo associativo migliaia di persone sono state raggiunte dalla vaccinazione, dalla quale sarebbero altrimenti state escluse poiché “invisibili” al sistema sanitario. “Tali luoghi” ha proseguito la Borlizzi “non devono essere né difesi, né nei loro confronti deve essere seguita la tecnica dello struzzo, ma si deve portare avanti un efficace percorso che veda un tavolo di confronto coi diversi soggetti chiamati in causa, prima tra tutte la Prefettura. Tale confronto deve portare alla riscrittura del Regolamento di polizia urbana del comune di Roma, in cui attualmente chi ha problemi abitativi vive situazioni di criminalizzazione continua, anche banalmente per motivazioni legate al decoro o perché si trova per necessità a rovistare nella spazzatura. Tale criminalizzazione va cancellata”.

Ulteriore tema trattato, l’articolo 5 del Decreto Lupi, che nella sostanza prevede il divieto di stabilire la residenza e dell’allaccio delle utenze a chi ha occupato immobili e alloggi, anche se in condizione di necessità. Grazie a una rete di associazioni e movimenti per la casa, il tema della deroga all’art. 5 è entrato da qualche tempo nell’agenda del Campidoglio, a testimonianza della sensibilità dimostrata dalla Giunta su tale tematica. A causa dell’art. 5 infatti, ben 3.850 famiglie senza assegnazione hanno dovuto fare necessariamente l’iscrizione anagrafica a via Valenti, creando in tal modo sacche di grande marginalità. Il Campidoglio ha iniziato quindi a trattare tale tema iniziando a prevedere una deroga all’art. 5 per persone definite come meritevoli di tutela. “La possibilità di derogare a tale normativa” ha concluso Borlizzi “costituisce sicuramente un punto di partenza importante, ma gli sforzi che la politica deve fare devono portare gradualmente ad una deroga attualmente ed immediatamente operativa, con la previsione di indicazioni chiare ai municipi, senza la possibilità di una sua applicazione discrezionale. Tale deroga dovrebbe quindi essere concessa a chiunque abbia, o dimostri di avere, problemi tali da poter accedere ad una casa popolare”.

Nei successivi interventi sono state portate diverse testimonianze di soggetti che a vario titolo in questi mesi stanno supportando un’azione volta ad affrontare congiuntamente il problema dell’emergenza abitativa, dal segretario CGIL Roma e Lazio Eugenio Ghignoni all’assistente sociale (e volontario dell’associazione) Pasquale Rosania, i quali hanno descritto gli sforzi ed i passi avanti fatti negli ultimi mesi nei propri ambiti di riferimento in merito al tema dell’inclusione sociale, soprattutto per quanto riguarda l’apertura a nuovi spazi di mutualismo in una città che negli ultimi 15 anni ha visto un aumento a dismisura della forbice delle proprie disuguaglianze sociali.

La serata si è conclusa nell’auspicio di poter integrare sempre di più le forze messe in campo fino ad ora, lanciando la necessità di programmare da dopo l’estate nuovi incontri per pianificare le azioni necessarie finalizzate ad una progressiva riduzione di tutte le sacche di marginalità presenti nel territorio comunale e per il diritto all’abitare di chi vive nella nostra città.

La Sposa di Maria Pia
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