

In una lettera al primo cittadino chiede di costruire una candidatura sostenibile e insieme alla città
«Costruire la candidatura di Roma alle Olimpiadi del 2020 attraverso la costituzione di un largo Comitato promotore contestualmente alla prossime tappe delineate. In modo tale che la città la senta come propria, un sogno e un progetto collettivo, che punti sulla sostenibilità, cogliendo l’opportunità per migliorare la Capitale e attuare interventi utili ai cittadini ed ai turisti nel tempo». Questa la richiesta lanciata al Sindaco Alemanno da Legambiente, che è intervenuta sulla volontà del Campidoglio di candidare la città ai Giochi Olimpici. La proposta dell’associazione è arrivata lo scorso 19 gennaio, in una lettera indirizzata al primo cittadino, dopo essere venuta a conoscenza della presentazione, a breve, sia di una mozione che di un primo dossier sul progetto del Villaggio Olimpico, chiedendo anche un confronto serrato sul tema.
«Fin dall’inizio abbiamo ritenuto che, nonostante tutti i grandi eventi abbiano un impatto pesante su un centro urbano e inevitabili disagi per i cittadini – scrive Lorenzo Parlati, Presidente di Legambiente Lazio – nel caso delle Olimpiadi l’appuntamento possa rappresentare soprattutto un grande momento di incontro pacifico tra i popoli e quindi contribuire a costruire un mondo diverso e migliore; occasione alla quale Roma, vetrina del mondo, non può sottrarsi. A patto di puntare tutto sulla sostenibilità, di cogliere l’opportunità per migliorare la Capitale, di fare interventi utili ai cittadini ed ai turisti nel tempo. A nostro avviso, la parola d’ordine per la candidatura di Roma 2020 deve essere ‘non un metro quadro di suolo consumato´».
Ciò su cui andranno canalizzati l’impegno e gli investimenti, dovrà essere, secondo l’associazione, il fronte dei trasporti, con «il prolungamento delle linee metropolitane, la chiusura dell’anello ferroviario, una nuova rete tranviaria, decine di migliaia di bici e centinaia di auto del car sharing, una flotta di mezzi pubblici ad idrogeno»; quello della valorizzazione turistica della città, con la completa pedonalizzazione del centro storico e la creazione del parco archeologico di Roma, e quello della modernizzazione dei numerosi piccoli impianti sportivi sparsi nei quartieri, «privilegiando quelli pubblici e garantendo l’accessibilità di quelli privati, attraverso un bando con precisi criteri e obiettivi».
«Nessuna speculazione insomma – prosegue Parlati – tipo quelle proposte per gli stadi di calcio; ma nemmeno un evento solo effimero, come per l’ipotizzato Gran Premio di F1, e certamente di segno diverso dalla mala gestione delle procedure speciali dei recenti Mondiali di nuoto e dei più lontani Mondiali di calcio del 1990, che hanno impedito il controllo e lasciato diversi danni in città».
«Gareggiare per le Olimpiadi del 2020 – conclude Parlati – significa dare per scontato che si debba costruire un evento tutto ecologico, in cui le strutture siano interpretate con criteri di alta efficienza energetica e massima qualità architettonica, con produzione integrata di energia da fonti rinnovabili, riciclaggio delle acque, neutralizzazione delle emissioni con progetti di efficienza energetica, prodotti tipici e biologici per la ristorazione o anche idee innovative come il mobilio tutto in cartone riciclato, come per Sidney 2004. Dieci anni sono un tempo giusto per affrontare seriamente le questioni, ma nei prossimi mesi si gioca la partita più importante. Per questo rinnoviamo la richiesta di un serrato confronto, da realizzarsi attraverso la costituzione di un largo Comitato promotore contestualmente alla prossime tappe delineate, affinché si possa costruire una candidatura "della" città».
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