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Onu: via libera al trattato sul controllo delle armi

Pronto il testo che nei prossimi due anni cambierà le regole del business delle armi: sarà vietata la vendita ai paesi sottoposti a embargo o che violano i diritti umani.

E’ arrivato il “sì” al primo trattato per il controllo delle armi convenzionali da parte dell’Assemblea generale dell’Onu. L’approvazione arriva dopo lunghi negoziati, come si evince da una nota della Farnesina: “il testo ha ottenuto il sostegno di una coalizione trasversale di oltre centocinquanta Paesi, tra cui l’Italia, che oggi si sono espressi in favore di una Risoluzione dell’Assemblea Generale”. Il trattato, che sarà aperto alla firma il prossimo 3 giugno a New York, servirà a ridefinire i limiti del commercio mondiale delle armi.

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Si prevedono nuove regole in vigore entro due anni circa la vendita delle armi da fuoco a paesi sottoposti ad embargo, paesi che violano i diritti umani o che mantengono rapporti con terrorismo e forme di criminalità organizzata. 154 i voti a favore, 23 gli astenuti, 3 i contrari. L’approvazione al momento definisce solo le linee guida che serviranno ai singoli Paesi per delineare nel corso dei prossimi due anni un pacchetto di norme etiche sulla compravendita internazionale.

Arrivato dopo la mancata approvazione dello scorso anno a causa dell’opposizione di Stati Uniti, Russia e Cina, e dopo il “no” all’accordo unanime dello scorso 28 marzo, il trattato potrà entrare in vigore solo dopo essere stato ratificato da ogni singolo Paese che avrà il compito di valutare, prima di ogni transazione, un possibile utilizzo criminoso, terroristico o lesivo dei diritti umani delle armi, da parte dei Paesi acquirenti.

Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti quelli che stavolta si sono espressi a favore. Prevedibile il secco “no” di Siria, Nord Corea e Iran, già “responsabili” 5 giorni fa di aver impedito l’approvazione unanime. Tra gli astenuti Russia, Cuba, Venezuela e Bolivia.

Secondo solo al giro d’affari del narcotraffico, con un fatturato di 70 miliardi di dollari, il commercio delle armi verrà disciplinato da un testo mirato a favorire una maggiore trasparenza e di conseguenza una maggiore possibilità di controllo da parte dell’opinione pubblica sulle scelte prese da ciascun governo, il quale a sua volta avrà il dovere di rispondere annualmente delle decisioni prese.

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