Operazione pulizia del parco Bonafede all’Alessandrino

Domenica 8 novembre gli Amici del parco Tor Tre Teste al lavoro per la bonifica dell'area
di Vinicio Buttarelli - 10 Novembre 2015

Domenica 8 novembre, ore 10, ci ritroviamo davanti all’ingresso del parco Bonafede nell’omonima via nel quartiere Alessandrino. E’ la seconda delle nostre uscite: la prima l’abbiamo avuta circa un mese fa per pulire il parco Palatucci a Tor Tre Teste.

E’ durante questa pulizia-perlustrazione del territorio, che abbiamo “scoperto” questo parco di circa 10 ettari (comunicante con quello di Tor Tre Teste attraversando via Petri, una traversa di via delle Nespole) e ce ne siamo innamorati, nonostante il suo stato di forte abbandono e trascuratezza. Così abbiamo deciso che avremmo portato lì i nostri piedi e le nostre mani.

Nei giorni precedenti abbiamo svolto un intenso lavoro preparatorio: incontrato l’assessore municipale all’Ambiente Pietroletti, effettuato un sopralluogo dell’area insieme al responsabile del Servizio giardini, preparato i volantini, chiamato AMA per avere a disposizione del materiale: ci hanno fornito 5 pale, 7 ventole, 7 rastrelli, 6 scope, 50 sacchi, 25 paia di guanti usa e getta.

Il Servizio giardini ci ha dato il suo appoggio mandando un trattore a fare il “grosso”: ha sfalciato per un bel tratto (quello prospiciente la scuola Bonafede), un lavoro propedeutico al nostro.

Abbiamo fatto girare l’iniziativa sui social, su AbitareA, contattato associazioni, parrocchie, centro anziani, gli amici, i parenti, la scuola che confina con il parco.

Al via siamo una quindicina di persone: posizioniamo l’attrezzatura all’interno del parco e cominciamo. E’ una bella mattina di sole: le foglie degli alberi risplendono sotto i suoi raggi potenti, c’è una natura meravigliosa che ci circonda, ma che pare essersi ingarbugliata per impedire l’oltraggio umano: raccogliamo vetro, cartacce, preservativi, bottiglie, plastica, lattine. Potiamo, con l’unica cesoia che abbiamo, le piante liberandole dai rami secchi.
Sotto un albero spunta un grosso materasso: è lurido, rotto, zuppo. Lo trasciniamo via a fatica in 6, tanto pesa.

Parco Bonafede materasso

Parco Bonafede bimba pulizieAlle 11.30 facciamo una breve pausa.

Una bella famigliola del quartiere Alessandrino si è unita a noi. La bimba gioca e ci aiuta a raccogliere la “robaccia” istruita da mamma e papà; mi piace pensare a lei come alla cittadina del futuro: attenta al suo territorio, consapevole dei suoi diritti, partecipe a costruire il bene comune con i fatti.

Riprendiamo.

Il caldo è intenso, il sudore irrora le nostre fronti: ora appaiono di nuovo i vialetti liberati dalle sterpaglie si comincia ad intravvedere il disegno originario del loro “creatore”.

Parco Bonafede pulizia amici del parco

L’ingresso al parco su via Bonafede ora è un ingresso vero, ripulito anche all’esterno: si può vedere il muro di cinta, lo spiazzo….
Certo resta ancora tanto da fare. Il lavoro di oggi, pur generoso, ha bisogno di un domani. Ma ci siamo. Un segno è stato posto. Molti ci hanno detti:”Bravi”, “Era ora”, qualcuno ha voluto sapere chi eravamo e ci ha lasciato i suoi recapiti. Forse la prossima volta sarà dei nostri.

Siamo stanchi eppure vedo negli occhi dei miei compagni giovani e meno, entusiasmo, gioia, voglia di fare.
Viene fatta la proposta, subito accolta, di creare una cassa comune per comprare delle zappe, forse anche un decespugliatore.
E’ bellissimo: un piccolo gruppo dona la sua domenica, il solo giorno di riposo e pure i suoi soldi per dire no al degrado, alla rassegnazione, per ripartire un rinnovamento che cominci da noi e contagi l’ambiente che ci circonda, con il quale ci sentiamo un tutt’uno.

Prima di congedarci e far ritorno alle nostre abitazioni, lasciamo una frase a testimonianza di questa giornata, una frase di Gandhi: “Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo“.


Dicci cosa ne pensi per primo.

Commenti