Parco Don Cadmo Biavati, una mail finora senza risposta

E una targa da ricollocare da parte del V municipio
Alfonso Tesoro - 6 Luglio 2020

Signor direttore,

prendo spunto dal vostro comunicato stampa del 4 luglio 2020, con il quale si annunciava  l’assemblea pubblica che si è svolta domenica 5 luglio al parco “Don Cadmo Biavati”. Assemblea che ha coinvolto tutti gli abitanti del quartiere per decidere insieme cosa fare nei rinati locali della ex Pecora Elettrica, la libreria-caffetteria di Centocelle data alle fiamme due volte da mani criminali ancora non identificate.

Mi soffermo sul nome del parco e a chi è stato dedicato: “Don Cadmo Biavati – Salesiano e primo direttore del Borgo Ragazzi Don Bosco.

Il 6 marzo 2020, certo della “indiscussa” efficienza amministrativa del nostro V Municipio, rappresentato da una squadra “qualificata e coesa di assessori”, mi permisi, utilizzando l’indirizzo mail ufficiale e pubblico dell’Assessore alle Politiche Ambientali, Parchi, Interventi per il decoro urbano, Interventi in aree di degrado e Verde Scolastico del Municipio Roma V, di inviargli una mail che le riporto integralmente:

 

Gentile Signor Assessore,

sono Alfonso Tesoro, Vice Presidente dell’Unione Exallievi del Borgo Ragazzi Don Bosco di Via Prenestina, che lei ha avuto modo di conoscere. Il 2 marzo scorso ho appreso con soddisfazione, che il Parco Don Cadmo Biavati (ex Forte Prenestino) di Via delle Palme, è stato dotato di un nuovo e più moderno sistema di illuminazione. La sicurezza urbana passa anche attraverso un efficiente sistema di illuminazione che, come è stato detto: l’intervento mira a raggiungere l’obiettivo di rendere maggiormente fruibili e vivibili i polmoni verdi del Municipio. Ricordo anche che con il coinvolgimento di alcuni ragazzi del Borgo, e per sua iniziativa, Assessore, sono stati piantati nuovi alberi nel parco. Mi permetto di disturbarla per chiedere il suo interessamento su una questione che ci sta particolarmente a cuore. Mi spiego meglio.

Nel 1996 mi fu assegnata dall’allora presidente dell’ ex VII Municipio, la delega ai Rapporti Interculturali ed Interreligiosi a titolo gratuito, successivamente riconfermata durante i miei due mandati da Consigliere municipale. In quella circostanza mi attivai elaborando un breve sunto della storia del Borgo, in parte da me vissuta, sostenuta da una consistente raccolta di firme, per proporre al Consiglio del Municipio, di dedicare il parco in questione, al fondatore e primo direttore dell’Istituto, il Salesiano: “Don Cadmo Biavati”. La proposta ebbe un rapido iter di approvazione. Il Dipartimento della Toponomastica avviò altrettanto rapidamente la progettazione, che mi fu proposta per approvazione, per la posa in opera della targa marmorea. Nel 1998 durante la celebrazione del 50mo del Borgo scoprimmo la targa alla presenza di un ultimo parente di Don Biavati.

Da allora la palina in ferro di sostegno, alla base, causa la corrosione e la caduta di un pino adiacente, complice una giornata con forti venti, la palina cedette, facendo rovinare al suolo e mandando in frantumi la targa. Abbiamo solo individuato alcuni frammenti e non sappiamo che fine abbia fatto il resto della targa.

A nome dei Salesiani del Borgo Ragazzi Don Bosco e di tutti gli Exallievi che rappresento, chiediamo il suo interessamento affinché la targa in questione possa ritrovare la sua giusta e degna collocazione.

Assessore, se lo riterrà opportuno, possiamo incontrarci per individuare insieme in che misura, anche noi Exallievi, si possa collaborare.

 Cordiali saluti

Alfonso TESORO

 

In allegato: 1) foto della targa intera; 2) foto della palina nell’erba; 3) foto di alcuni frammenti recuperati

 

Quale risultato ha scaturito il messaggio di cui sopra? Zero! Malgrado abbia rilasciato tutti i link possibili per un ipotetico contatto, non ho mai ricevuto risposta dal fantomatico Assessore, dal quale mi sarei aspettato un pizzico di “professionale sensibilità”.

Signor direttore, io appartengo ad una categoria ormai in via di estinzione, quando la politica era “fare” e “non dire”, “essere” e “non apparire”. Quando la responsabilità la consideravo un dono e non un peso. Ci mettevamo in ascolto prima di elaborare proposte e l’impegno era totale e pressante pur di vedere realizzato un bene comune. Non sono un nostalgico solo amareggiato.

Signor direttore le sarei grato se riterrà opportuno e vorrà pubblicare queste mie note. Sperando che l’assessore sia un attento lettore di AbitareA.


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