Parte a Villa De Sanctis “Badante di Condominio”: il progetto sperimentale di prossimità

È stato illustrato dall’Associazione Res Nova ad un pubblico attento di un centinaio di residenti, presenti rappresentanti istituzionali regionali e comunali 

C’è un nuovo cantiere sperimentale aperto nel quartiere di Villa De Sanctis (Municipio Roma V). Ma è un cantiere immateriale, di “prossimità”, quello del progetto “Badante di Condominio”. Più propriamente: “Assistente di prossimità condominiale”. 

A promuoverlo e presentarlo ad un pubblico di più di un centinaio di residenti, presso la sala parrocchiale della chiesa di S. Gerardo Maiella, è Mario Galli, a nome dell’Associazione di Promozione Sociale “ReS Nova”. 

«Un cantiere che è già una realtà nella sua sperimentazione a Conca d’Oro», comunica l’avvocato Fabrizio Albanese, vicepresidente di SARAinsieme APS – associazione che si sostiene grazie alle elargizioni liberali dei fondatori e degli associati – i cui volontari offrono «un primo livello di assistenza di prossimità con interventi su esigenze semplici della vita quotidiana».

La legge regionale, che norma un servizio civico e sperimentale approvato all’unanimità dall’Assemblea Capitolina, promuove metodi e formule innovativi per condomini solidali per supportare gli anziani over 65 che vivono soli, con una offerta di servizi a domicilio di uno stesso stabile condominiale, di aiuti di carattere pratico quotidiano, come il fare la spesa, acquistare farmaci, condurre gli anziani bisognosi per il disbrigo di affari burocratici o, dulcis in fundo, per fare semplicemente compagnia e chiacchierare. 

La sperimentazione iniziale del Progetto è finanziata da Roma Capitale e gestita tramite Farmacap, in collaborazione del Terzo Settore e i servizi sociali.

A proposito di prossimità, molti dei lettori avranno sentito parlare di “Case della Comunità”. Ebbene, è l’appellativo che prenderà il posto di quello delle ASL, perché le prime integrano l’intervento classico sanitario delle ex Asl con quello socio-assistenziale. Il nostro territorio di Villa De Sanctis, insieme a quelli di Torpignattara e di Pigneto, fanno capo, appunto, alla Casa della Comunità del S. Caterina. 

Pronti? Via! Mario Galli sembra così declamare i versi: “Viandante, non c’è cammino. Il cammino si fa con l’andare” (Antonio Machado, poeta spagnolo). 

A Villa De Sanctis il battesimo del progetto di un “un nuovo modello di welfare urbano integrato” è stato celebrato il 23 settembre 2026 alla presenza di autorevoli rappresentanti istituzionali (Daniele Leodori e Emanuela Droghei della Commissione Bilancio Regione Lazio; Pino Battaglia, assessore capitolino alle Periferie; Yuri Trombetti, Pres. Commissione Patrimonio Roma Capitale), associativi (avv. Fabrizio Albanese, Ass. “Sara Insieme”; Nunzia Apuzzo, Ass. “ReS Nova”), di vari Comitati di Quartieri e della dr.ssa Arianna Moretti dello studio medico di Piazza Pio Pecchiai.

In particolare, Pino Battaglia, stigmatizzando la bruttezza della solitudine, ha ricordato il recente dramma familiare di omicidio-suicidio a Pietralata, in cui marito e moglie si suicidano dopo avere uccisa la figlia gravemente disabile e il loro cane. Una atroce tragedia del terzo millennio.

Il vivere da solo è una condizione umana purtroppo diffusa in vecchiaia; il Municipio V è mediamente il territorio più vecchio e alcuni anziani nel pubblico hanno manifestato la loro riprovazione perché il quartiere di Villa De Sanctis non ha da tempo neppure una sede del Centro Anziani.  

Emanuela Droghei espone la necessità della formazione degli Assistenti di prossimità condominiale, della loro classificazione in un albo professionale e del bisogno di organizzare tutta la filiera per compiti, turni, orari, gestione delle risorse di quello che è un ri-modellamento dell’attuale welfare.  

Yuri Trombetti, si è soffermato sul rapporto tra la nuova rivoluzione tecnico-digitale della Intelligenza Artificiale e i nuovi bisogni, diciamo noi, delle Intelligenze Relazionali: quelle che esercitano il libero arbitrio che hanno un valore umano insostituibile.

«Prima c’era il portiere del palazzo», ribattono dal tavolo degli oratori, «oggi non c’è nessuno negli stabili condominiali, neppure per un saluto fugace.»

Intervenendo, a nome della nostra testata ho posto questo dimenticato argomento: «abbiamo parlato dei contenuti, ma non del contenitore, cioè di come disegneremo e realizzeremo una città, un’abitazione, una piazza, i servizi a misura di anziani per sconfiggere le solitudini e alimentare la socializzazione». La parola va anche agli architetti, agli urbanisti, ai progettisti dei luoghi del vivere quotidiano.

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