Pedalata per Roma sul tema: “Gli obelischi di Sisto V”

Domenica 16 febbraio 2020 l'associazione VediROMAinBici onlus. Appuntamento alle ore 9,15 in largo Corrado Ricci
Redazione - 13 Febbraio 2020

Domenica 16 febbraio 2020 l’associazione VediROMAinBici onlus organizza una facile pedalata per Roma sul tema: “Gli obelischi di Sisto V”. Appuntamento alle ore 9,15 in largo Corrado Ricci, nei giardini tra via dei Fori Imperiali e via Cavour.

Si andrà alla scoperta degli obelischi voluti dal papa marchigiano per segnare la città e i punti iniziali o terminali di grandi direttrici stradali. Dall’obelisco Vaticano in piazza San Pietro, all’obelisco Lateranense in piazza San Giovanni, quindi seguirà l’obelisco di piazza del Popolo, per finire con l’obelisco di Santa Maria Maggiore. Sarà questo un modo per conoscere la storia, gli aspetti culturali e artistici di tanti angoli di Roma che conosciamo tutti, ci passiamo davanti tante volte ma “non li vediamo”, non ci rendiamo conto di tanta bellezza che abbiamo sotto i nostri occhi.

Obelisco Vaticano. Al centro di piazza San Pietro, tra due fontane, si leva l’obelisco senza geroglifici, alto m 25,50 posato sul dorso di quattro leoni in bronzo agli angoli dell’alto piedistallo. Nel medioevo si credeva che al vertice, in un globo bronzeo, fossero deposte le ceneri di Cesare. Oggi in alto si trova lo stemma dei Peretti: i monti e la stella, si trova racchiusa una reliquia della croce. L’obelisco fu trasportato a Roma da Caligola nel 37 ed ornava il circo detto poi di Nerone, si trovò sempre eretto a lato della basilica. Fu poi Sisto V  – ecco perché lo stemma alla sua sommità – a volerlo al centro della piazza, trasportarlo ed erigerlo fu impresa colossale di Domenico Fontana . Si tramanda il racconto della sua erezione, venne dato l’ordine che nessun operaio dovesse parlare mentre gli argani sollevavano l’obelisco per non disperdere le forze. Per il forte attrito le corde stavano per prendere fuoco, un operaio gridò: “Acqua alle corde”, l’obelisco fu salvo, l’operaio invece di essere punito fu premiato, chiese ed ottenne di poter fornire alla basilica di San Pietro le palme per il giorno omonimo, fu un vero affare!

Nel 1817 una rosa dei venti e una meridiana furono posti alla base dell’obelisco, utilizzando quest’ultimo come gnomone. Una fascia di granito rosso fu collocata sul selciato e sopra vi furono appoggiati sette dischi marmorei. I due alle estremità segnalano il momento in cui l’ombra della croce sopra l’obelisco cade nei due solstizi dell’anno (estate nel segno del Cancro, 21 giugno e inverno in quello del Capricorno 21 dicembre). Mentre gli altri cinque indicano il passaggio del sole nei segni zodiacali rappresentati. E’ uno dei tredici più antichi della città, l’unico a non essere mai crollato.

Obelisco Laterano. L’obelisco si trova al centro della piazza di San Giovanni in Laterano anche se, moderni lavori compiuti per il Giubileo del 2000, hanno voluto giustamente pedonalizzare la parte di piazza tra l’obelisco e l’ingresso della chiesa per cui adesso il monolite non sembra più al centro di essa.
Si tratta dell’obelisco più antico e più alto di Roma (m 31, m 47 con il basamento). E’ in granito rosso, fu innalzato dai faraoni Tutmes III e Tutmes IV nel secolo XV a.C. davanti al tempio di Ammon a Tebe, fu trasportato a Roma da Costanzo II nel 357 e collocato nel Circo Massimo. Crollato e ritrovato nel 1587, fu qui trasferito da Domenico Fontana.

Obelisco Flaminio. Al centro della piazza neoclassica opera del Valadier – piazza del Popolo – si trova l’obelisco alto m 23,9 e datato al XIV secolo a.C. Fu il primo obelisco ad essere trasferito a Roma al tempo di Augusto, per celebrare la vittoria sull’Egitto e fu originariamente sistemato nel Circo Massimo. La collocazione attuale si deve a Sisto V e al suo architetto Domenico Fontana (1589) che lo volle come punto focale del cosiddetto Tridente: via del Corso, via del Babuino e via Ripetta. Furono sempre loro a spostare l’obelisco di piazza san Pietro, di santa Maria Maggiore e di San Giovanni in Laterano.

Obelisco Esquilino.  Nella piazza dell’Esquilino. Ancora una volta fu Sisto V a commissionare a Domenico Fontana l’erezione in questo sito, ai piedi della scalinata della basilica di Santa Maria Maggiore, dell’obelisco alto m 14,80 imitazione di quelli egizi che, con il gemello che ora è al Quirinale, ornava l’ingresso del Mausoleo di Augusto.


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