Prosegue il racconto di Sky Tg24 per le strade di Torre Angela

Il 14 ottobre è andato in onda il penultimo episodio di “Cronache di Frontirera” con nuovi dubbi e questioni
di Ilenia Puggioni - 22 Ottobre 2015

Ai margini della Capitale ci sono luoghi in cui le telecamere di Sky Tg24 sono volute tornare per mettere a fuoco tutti quei problemi emersi in parte nei precedenti episodi, con un “giornalismo silenzioso”, che ha permesso di ricamare l’intreccio anche della terza puntata di “Cronache di frontiera” andata in onda mercoledì 14 ottobre.

Ci troviamo ancora nel VI Municipio di Roma e la maggior parte dei volti dei cittadini già li conosciamo, dal primo episodio e dal secondo episodio, abbiamo rotto i confini della loro privacy lasciandoci trasportare nelle personali storie di vita in bilico tra la sconfitta e il successo. Storie che un po’ sono diventate anche nostre perché qualunque sia la nostra storia qualcosa ci accomuna tutti, nessuno escluso: il bisogno di tranquillità e felicità.

Questo bisogno primario si soddisfa solitamente quando abbiamo un luogo sicuro, sano e pulito in cui vivere, una casa, un lavoro, un futuro. Se non abbiamo tutto ciò o anche se solo ci manca qualcosa fra queste iniziamo ad essere infelici e preoccupati, tutti. E se il nostro vicino di casa ha questi problemi, inevitalbilmente diventano anche i nostri. E se non ce ne accorgiamo e non corriamo ai ripari, il problema dilaga e diventa una piaga sociale, una piaga di tutti.

Torre Angela, in cui ogni giorno c’è uno scippo o una persona viene strattonata, è definita un bancomat in cui venire, fare il pin e poi andar via. È un circolo chiuso frequentato solo dai residenti, chi fortunatamente non ci abita non passa, se non per sbaglio, a Torre Angela. Dopo le otto della sera si ha paura ad uscire di casa – ci dice Alessia – per una questione di delinquenza e di sicurezza.

Alessia Croncache di Frontiera

Lo stato di degrado e abbandono generale lo si percepisce semplicemente camminando per le strade, in cui vediamo persone che arraspano nei cassonetti dei rifiuti oppure oltrepassando le mura dell’asilo nido del quartiere. Il parco di fronte ai bambini dell’asilo si è trasformato in un dormitorio e in una discarica a cielo aperto nella noncuranza di cittadini e forze dell’ordine.

Questi quartieri non è vero che hanno qualcosa in meno degli altri, hanno tutto ciò che serve ad un cittadino per vivere dignitosamente, tutto questo (strutture, palazzi, parchi, centri di svago all’aperto per anziani ecc.) c’è, ma si trova in uno stato di abbandono tale che è come non averlo. Anzi, sono proprio questi luoghi a diventare spesso habitat per la proliferazione di delinquenza e degrado.

Jonas, l’occupante abusivo di Tor Bella Monaca, ci fa vedere un bocciofilo che altri quartieri – dice – ci invidiano. Un signore di nome Claudio lo aveva sistemato e gli anziani passavano lì il loro tempo. Ora di anziani in giro se ne vedono pochi, a una certa ora scatta il coprifuoco e il bocciofilo diventa una delle tante sedi del terrore.

La volontà di sanizzare il quartiere si solleva dalle voci un po’ di tutti, che si rendono conto che nel VI Municipio mancano i fiori, il verde, le aiuole curate, la pulizia, i colori. Come se fosse un quartiere con la peste viene puntualmente scartato dall’attenzione dello Stato che prova a stento a mantenere un decoro per il centro della città trascurando completamente la periferia.

“Se alla gente di Tor Bella Monaca le si da la possibilità farebbe di tutto per farla diventare ancora più bella, ma questa possibilità non viene data” (Jonas)

“ Perchè non fanno fare i giardinieri ai disoccupati? Gli danno cinque euro all’ora, due scope e abbelliscono subito il quartiere, che ci vuole?” (Andrea)

Agostino Gianni Andrea Croncache di Frontiera

(Agostino, Gianni e Andrea)

Quale è il ruolo delle forze dell’ordine?

La vita qui è dura per tutti, anche per le forze dell’ordine. “Le guardie” diventato il capro espiatorio di una situazione ingestita e ingestibile anche da chi, come loro, ha i mezzi e il potere.

Un ex ispettore di polizia che vive nel quartiere si accorge di come le forze dell’ordine sottomesse alla legge non abbiamo più alcun valido potere.

A questa quasi assenza delle forze ufficiali, risponde la presenza di 40 volontari che hanno dato la disponibilità di un giorno alla settimana per occupparsi della vigilanza in questi quartieri: sono i Vigilantes del VI municipio. Vanno in giro per le strade e avvisano la polizia quando avvistano situazioni che necessitano di intervento. I reati da quando è presente la viglilanza nel quartiere sono diminuiti.

Gianni Gallo Croncache di FrontieraGIANNI Gallo detto “Lo Sceriffo”, ex poliziotto della squadra mobile sessione narcotici vede il quartiere in cui ha sempre lavorato trasformarsi di anno in anno in una terra di nessuno comandata da tutti: “La delinquenza non è più circoscritta ma globalizzata”.

L’ex caserma è abbandonata e l’R5 rappresenta dagli anni ’90 un punto di riferimento della delinquenza locale.

TANGIR  e SHOSHI ci fanno immergere invece ancora una volta in un mondo fatto di studi, passioni, tradizioni e svago all’interno della comunità bengalese.

Tangir fa parte della squadra di calcio Cisco Collatino ASD che organizza annualmente il torneo dell’ambasciata bengalese di calcio a 8, soddifazione e orgoglio per tutta la comunità.

Vediamo dei ragazzi felici e anche meno arrabbiati dei giovani italiani che spesso si scontrano con i più grandi, genitori o allenatori, con toni molto più accesi e volgari.

“I ragazzi italiani prendono a parolacce i genitori, io non lo farei mai” (Tangir)

Hanno forse meno libertà rispetto ai coetanei italiani, sono controllati più severamente dai genitori, ma vedendo come sono cresciuti questi ragazzi che Sky ci ha presentato, i risultati non sono affatto negativi.

“Io ho perso tante amiche perché a una certa ora dovevo rientrare a casa mentre tutte uscivano” (Shoshi)

I ragazzi bengalesi sono tuttavia orgogliosi dei valori solidi a cui sono stati abituati a credere e accusano invece gli italiani di credere troppo nell’apparenza e nell’aspetto.

I genitori di questi ragazzi, come moltissimi genitori italiani, hanno lavorato tanto e spesso rischiato la vita per loro (molti sono stati incarcerati e torturati prima di arrivare in Italia), ora molti figli lavorano per ricambiare quei sacrifici e altri studiano per diventare ingegneri (come Tangir), medici o architetti per realizzare un sogno anche dei genitori che non vorrebbero mai vederli nella strada.

Regina Cronache di FrontieraREGINA per il bene di uno dei suoi figli (Junior) lo ha fatto crescere, amare e poi adottare da famiglia italiana che aveva la possibilità di occuparsi al meglio di lui, ma non lo dimentica mai.

Tra palazzoni tutti uguali come alveari, campi nomadi in cui le aggressioni per il bivacco della tenda sono frequenti, assenza di sicurezza e scarse aspettative future per i giovani che abitano il quartiere, tanti vogliono fuggire altrove, stranieri e italiani vedono all’estero il loro futuro più felice.

Tanto è stato detto, e tanto altro, a parere di alcuni italiani apparsi finora nella docu-serie di Sky, è stato camuffato. Scopriremo di più nel quarto e ultimo episodio andato in onda mercoledì 21 ottobre.

Sky Tg24 entra a gamba tesa nel VI Municipio con “Cronache di frontiera”

Primo episodio dedicato alla malsana sopravvivenza nei quartieri di Tor Bella Monaca, Torre Angela, Torre Maura, Giardinetti, Torrespaccata

Tutti i volti dell’Islam nel VI Municipio raccontati da Sky Tg24

Il secondo episodio di “Cronache di frontiera” dà voce a giovani e donne in un’Italia in bilico tra rifiuto e tolleranza

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Il 14 ottobre è andato in onda il penultimo episodio di “Cronache di Frontirera” con nuovi dubbi e questioni

Cronache di Frontiera, l’ultima puntata su Sky Tg24 nella periferia romana

Ad un mondo nuovo oltre ogni frontiera. In bilico su un filo di speranza ma vicina al baratro


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