

A volte i genitori dei ragazzi seguiti mi chiedono: dottore ma lei che sport consiglia per mia figlia o per mio figlio?
Io generalmente consiglio lo sport dove il cucciolo di uomo si diverte di più; però, rimango sempre un “secchione” e conseguentemente mi sono messo a studiare …
Era il 1988 quando The American College of Sports Medicine pubblicò le prime linee guida internazionali sull’attività fisica di bambini e adolescenti. Da allora, i pediatri sostengono l’importanza del movimento fisico come “bisogno” fisiologico dell’età evolutiva, quale parte integrante dello sviluppo e dell’armonica crescita fisica e psicologica.
L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) incoraggia l’attività fisica, oltre all’equilibrata alimentazione, già a partire dai primi mesi di vita non solo per i benefici che i bambini ne traggono relativamente ad agilità, forza, maggiore tranquillità e senso di benessere generalizzato, ma anche perché un bambino attivo sarà molto probabilmente un adulto attivo e il suo organismo beneficerà dell’attività fisica come una potente arma per prevenire importanti malattie e allungare la vita.
Un altro aspetto molto importante soprattutto per gli adolescenti è che chi pratica attività motoria è meno a rischio di essere sovrappeso, non è quasi mai vittima di bullismo, abbandona gli studi raramente, è più soddisfatto di sé ed ha una maggiore autostima.
Le raccomandazioni internazionali dell’OMS suggeriscono a bambini e ragazzi di svolgere un minimo di 60 minuti al giorno di attività fisica moderata-intensa, includendo anche un’attività che rafforzi muscoli e scheletro almeno 3 volte a settimana.
Bisogna inoltre tenere presente che ogni attività deve essere proporzionata all’età, al peso, alle caratteristiche e alle attitudini dei bambini.
L’esercizio fisico inteso come movimento (gioco o sport) contribuisce alla corretta crescita fisiologica, a migliorare lo stato di salute e promuove il buon umore, il rendimento scolastico e il benessere psicologico.
In linea generale, l’ISS (Istituto Superiore di Sanità) consiglia ai genitori di fare in modo che i bambini siano sempre attivi, che non si abituino alla sedentarietà e che non passino troppo tempo davanti alla TV, ai videogiochi o sui social. Alcuni genitori preferiscono far svolgere attività in acqua ai propri figli fin da piccolissimi. Pur essendo meritevole l’iniziativa, si raccomanda di fare anche attività a terra.
Quanto segue indica l’attività fisica raccomanda per i bambini fino ai 5 anni di età.
In questo periodo di veloce crescita e notevole plasticità del sistema nervoso, i bambini dovranno scegliere attività varie, per lo più sotto forma di gioco, che permetta loro di sviluppare le coordinazioni, l’equilibrio, gli schemi corporei e motori in rapporto con i loro coetanei e con l’ambiente (acqua compresa).
L’esercizio consigliato è solo un esempio di come si possa fare attività con i bambini, ma può essere sostituito con altre attività che abbiano le stesse caratteristiche.
Alcune attività sono da intendersi trasversali, poiché importanti per lo sviluppo psicofisico a tutte le età, possono durare poco o molto tempo, a seconda delle abilità, dell’età e del divertimento dei bambini.
È inoltre importante considerare che l’eventuale presenza di problematiche di natura clinica richiedono indicazioni da valutare individualmente.
0-6 mesi – es.:
6-12 mesi – es.:
12-24 mesi – es.:
24–36 mesi – es.:
3-5 anni – intensità da moderata a intensa, es.:
Intorno ai 5 anni, i bambini possono eseguire attività fisica e giochi di gruppo (es. ruba bandiera, nascondino, palla prigioniera, etc.) in modo sempre più autonomo. I genitori potranno comunque giocare con loro, magari proponendo i giochi della loro infanzia, per esempio:
Esistono diverse classificazioni degli sport basate soprattutto sul tipo di impegno richiesto (breve, media, lunga durata; di potenza, di destrezza o misti) o sulle modalità di svolgimento (di situazione con o senza contrasto, individuali o di squadra).
La scelta dovrà tenere conto delle caratteristiche del bambino, ma soprattutto delle sue attitudini e del suo gradimento.
Inizialmente, sarà bene far sperimentare al bambino vari sport, in modo che riceva un’ampia varietà di stimoli che gli permettano di ottenere diversi benefici, ad es. il nuoto per la forza, la resistenza e la postura alternato, durante la settimana, a un gioco di squadra con la palla (es. minibasket, calcio o pallavolo) per le coordinazioni, l’equilibrio e la socializzazione.
Sperimentare differenti situazioni gli permetterà inoltre di capire qual è l’attività sportiva in cui vorrà impegnarsi di più.
Ricordiamo che per ogni sport occorre che i bambini si sottopongano a una visita medico-sportiva e ottengano il certificato di idoneità, obbligatorio dai 6 anni e con una validità di un anno. Prima dei 6 anni è facoltativo, ma alcune associazioni sportive (CONI) potrebbero comunque richiederlo.
Per approfondimento:
https://www.educazionenutrizionale.granapadano.it
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