Categorie: Ambiente Degrado
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Resti archeologici nel più completo degrado a largo Irpinia

Catia Pacifici (Udc): "Dov'è finito il rispetto per la storia e la cultura?"

Sempre più spesso a Roma come in tutta Italia la parola archeologia viene associata a scavi di emergenza, di conseguenza durante i lavori o per la costruzione di nuovi palazzi o di centri commerciali o di parcheggi, le ruspe si imbattono in resti archeologici importanti e spesso fondamentali per la ricostruzione storica del territorio suburbano, tanto importanti come i conosciuti fori imperiali o il Colosseo.

E’ stato proprio questo il caso della villa rustica riscoperta nel 2004 a largo Irpinia, in zona Pigneto, che era ed è prospiciente ad una delle strade di grande comunicazione che da Roma portavano all’antica Praneste: la Prenestina. La villa rustica era venuta fuori durante le fasi di costruzione di nuovi parcheggi interrati, di seguito, la stessa è stata recintata e purtroppo, come accade per la maggior parte del patrimonio culturale italiano, col passare degli anni è caduta nell’oblio.

Per questo motivo in una nota, corredata da un reportage fotografico, Catia Pacifici, coordinatrice Udc del VI Municipio ha denunciato: “Il degrado nel municipio VI regna ormai sovrano. Il magnifico reperto romano di Largo Irpinia, scoperto qualche anno fa in occasione della riqualificazione della piazza, versa in terribili condizioni di degrado e di sporcizia. Benché il sito sia circondato da inferriate, è ormai diventato ricettacolo di immondizia protetta da una proliferazione di sterpaglie incontenibile. Dov’è finito il rispetto per la storia e la cultura? – continua la nota – La situazione di degrado è insostenibile: chiedo al Presidente Palmieri di impegnarsi a ripulire il sito e metterlo in sicurezza proteggendolo da atti di puro vandalismo culturale”.

Un ambiente absidato, lacerti di muro in opera reticolata di ottima fattura: di sicuro l’area in tempi antichi doveva essere la dimora di qualche personaggio importante che al lusso delle zone abitative, aveva unito funzionalità alla villa, sviluppando la pars rustica (nelle tecniche edilizie romane, indica quegli ambienti in cui si produceva vino, olio o anche ceramiche e tutto ciò che era utile al sostentamento). Oggi invece questi stessi ambienti, come si evince dal reportage della Pacifici, ospitano immondizia di ogni genere tra cui bottiglie di birre lasciate sui resti degli antichi muri, segno di incuria e inciviltà. Inoltre l’area è completamente coperta da erbacce che rendono impossibile la vista e la comprensione dell’area archeologica.

In una città archeologica come Roma è d’obbligo il compromesso con i beni culturali in modo da far coesistere le esigenze di conservazione degli importanti ritrovamenti con le esigenze della cittadinanza, ma è anche d’obbligo riuscire a conservare e a trasmettere ai posteri i doni di un passato che tutto il mondo ci invidia.

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