

Ora si aspetta lo sgombero del campo abusivo, ed occorre maggior vigilanza per scoraggiare la prostituzione
L’impegno assunto dal presidente del Municipio Roma 7 Roberto Mastrantonio all’indomani del rogo delle 12 baracche avvenuto il 26 gennaio nel campo nomadi abusivo, è stato mantenuto e il 25 marzo via Severini è stata riaperta alla circolazione.
Tonnellate di rifiuti raccolti e avviati a discarica, revisione dell’impianto di illuminazione, pulizia delle caditoie e rifacimento di nuovi chiusini in metallo (quelli in ghisa erano stati rubati) che sono stati opportunamente fissati mediante saldatura, potature delle alberature ed eliminazione della recinzione (utilizzata da prostitute e trans per svolgere la loro squallida attività) il tutto è stato possibile grazie al ricorso all’affidamento dei lavori attraverso la "somma Urgenza" a cui è possibile accedere quando si tratta di lavori urgenti ed indispensabili a garantire la sicurezza e l’incolumità delle persone.
Sul posto in meno di due mesi ci sono stati sopralluoghi di funzionari del Gabinetto del Sindaco, della Commissione Sicurezza, dei Carabinieri, dei Vigili Urbani, dell’Ama (che ha anche fatto un preventivo di spesa per ripulire e bonificare l’area dell’Atac occupata con il campo di baracche abusivo per una cifra di poco superiore ai 160.000 Euro) ma di risultati, a parte il lavoro del municipio Roma 7, neppure l’ombra; anzi le tonnellate di rifiuti sono aumentate e questo grazie anche all’arrivo massiccio dei Rom comunitari provenienti dal suolo francese, grazie alle espulsioni decise dall’amministrazione Sarkozy.
I progetti di rivalutazione dell’area e la costruzione del deposito dei Jumbo tram messi in cantiere dalla precedente giunta di centrosinistra, sono stati irrimediabilmente cancellati dalla "non politica" del Sindaco Alemanno il quale ha dapprima ceduto gratuitamente l’area del Centro Carni all’Ama (solo al fine di consentirgli operazioni di bilancio) e poi ha di fatto avallato il ripensamento al progetto Atac per la realizzazione del deposito (tra l’altro con uno sperpero di denaro notevole, visto che l’azienda municipalizzata paga un fitto di alcune centinaia di migliaia di Euro all’anno per un terreno, oggi tra l’altro occupato abusivamente).
In via Severini al momento della riapertura erano presenti oltre al presidente Roberto Mastrantonio e all’assessore ai lavori pubblici Mauro Ferrari, anche i consiglieri di opposizione Platania (Udc) e Paoletti (Pdl) e il presidente del comitato residenti di Casale Rosso, i quali pur soddisfatti dell’iniziativa hanno sottolineato la necessità di procedere allo sgombero del campo abusivo aumentando nel contempo la vigilanza da parte dei vigili e delle forze dell’ordine, applicando il divieto di fermata degli autoveicoli, il tutto per cercare di eliminare la piaga della prostituzione che grazie anche alla carenza di illuminazione, la fa letteralmente da padrona sia in piazza Pino Pascali, che nella riaperta via Severini.
Ovviamente se così non sarà la prima ad essere sconfitta sarà la politica degli annunci e delle promesse fatte dal sindaco Alemanno e da quanti lo sostengono, ma a rimetterci come sempre, saranno gli incolpevoli e bistrattati cittadini.
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