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Rifiuti: AMA pronta col piano, ma in Comune è ancora scontro

Clarke e Panzironi (AMA): a gennaio il nuovo piano di pulizia. Ma per strada situazione ancora critica. Valeriani (PD): colpa di Alemanno

Continua il parapiglia politico intorno alla questione rifiuti, che da settimane sembrano preannunciare una nuova emergenza a Roma. Cassonetti stracolmi e cumuli di immondizia lungo i marciapiedi fanno da amara cornice a questo inizio 2009, tra le proteste dei cittadini e quelle del centrosinistra. Nonostante i buoni propositi illustrati dalla nuova dirigenza AMA, attraverso il lancio del nuovo piano industriale messo a punto di recente, per il capogruppo PD al Campidoglio Umberto Marroni la situazione è ancora “desolante”. “Cumuli di rifiuti – continua Marroni – fanno bella mostra di sé intorno ai cassonetti”. Dal Comune invece, Federico Guidi, presidente della commissione Bilancio, controbatte che in queste feste natalizie l’AMA ha raccolto l’11% di rifiuti in più rispetto al 2007 – dati AMA-Roma Spa – e dunque un miglioramento c’è stato senz’altro. Ma per i cittadini le cifre valgono solo metà della mela, visto che l’altra metà è sotto gli occhi di tutti, ogni giorno; anzi, ogni mattina, quando si esce di casa con la spazzatura in mano e le chiavi della macchina nell’altra e davanti al cassonetto si è costretti a trovare quello spiraglio di qualche centimetro quadro libero dove inserire la busta. E il problema in periferia è, forse, ancora più delicato.

Il nuovo piano industriale elaborato da AMA-Roma Spa prevede una revisione totale del modello di pulizia e una decisa spinta alla raccolta differenziata – di cui Roma è tristemente in deficit. Il presidente Clarke e l’amministratore delegato Panzironi hanno previsto l’avvio del nuovo piano per i primi giorni di gennaio, e hanno illustrato le linee generali del nuovo servizio. Avventurandoci nei dettagli, la nuova organizzazione del servizio prevede: un “aumento delle frequenze di spazzamento” delle strade (almeno per quelle di “maggiore frequentazione” dei quartieri), un “migliore bilanciamento” dei punti di raccolta (cassonetti in primis) sul territorio, una “revisione dei percorsi” e l’acquisto “di 720 nuovi veicoli” che andranno a sostituire i 680 vecchi mezzi. Dal punto di vista della differenziata, invece, l’intento della nuova amministrazione è quello di portare Roma ai livelli delle grandi capitali europee, vale a dire al 35-45% di rifiuti differenziati, attraverso l’estensione del servizio porta a porta, l’aumento e la riorganizzazione degli svuotamenti dei cassonetti bianchi e blu, una serie di accordi con ministeri e sedi istituzionali, l’introduzione di isole ecologiche mobili che passeranno nei quartieri a raccogliere i rifiuti ingombranti. A tutto ciò si deve aggiungere l’obiettivo di ridurre la dipendenza dell’AMA da altri soggetti per lo smaltimento finale, chiudendo da sé il ciclo dei rifiuti – come fanno anche le aziende pubbliche delle altre grandi città – ma soprattutto cercando di prevenire le emergenze sul territorio.

Un programmino niente male, ammesso che ai primi di gennaio il nuovo servizio parta veramente. Considerata la situazione romana degli ultimi venti anni (o forse anche di più) sarebbe già qualcosa se si riuscisse a svuotare con puntualità i cassonetti. Ma dal Campidoglio si mostrano sereni e fiduciosi: Dario Rossin, capogruppo PDL in Comune, dichiara infatti che “il nuovo piano industriale rilancerà la municipalizzata”. Tuttavia Massimiliano Valeriani, consigliere PD del Comune, ricorda come “110 milioni di euro (80 già stanziati e 30 da stanziare. Nda) non sono serviti a mantenere pulita la città nemmeno per le feste natalizie”. La colpa – chiosa Valeriani – è solo di Alemanno. Dunque una vera e propria bagarre che, certo, non terminerà in pareggio. Quello che conviene sperare, in questi casi, è che non siano i cittadini a raccogliere i rifiuti lasciati dai litigi in Comune… e poi, in questioni del genere, converrebbe remare tutti nella stessa direzione: quella del soddisfacimento dei bisogni dei cittadini.

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