Categorie: Ambiente

Ripartire dal Parco di Centocelle

E' indispensabile l'impegno di tutti

Ci ostiniamo a ritenere che il Parco di Centocelle, posto alla confluenza dei territori di 4 municipi, il VI, il X, l’VIII e il VII, sotto la cui responsabilità ricade per intero, sia un luogo dal quale può derivare un riscatto per questo pezzo di periferia romana.
Tuttavia fino ad oggi le delusioni e le frustrazioni hanno prevalso.
Vedere i cancelli del Parco ancora chiusi (e siamo ormai al quarto mese), e quell’area verde depredata ed in abbandono, dopo che sono stati spesi molti milioni di euro, ci riempie di rabbia e ci indigna.
Lo stesso accade nel sentire annunci di sgomberi (sempre rinviati) del campo Casilino 900, mentre vediamo altri 100 poveri cristi nascosti nel canalone dove una volta c’era il Casilino 700.
Intanto apprendiamo dal presidente del VII che sono stati sottratti dal Campidoglio 1 milione e 300 mila euro dai complessivi 2 milioni e 300 mila destinati al recupero delle Ville romane presenti nel parco.
Pure il ponte, che doveva collegare Centocelle al parco oltrepassando la Casilina, è stato stralciato, senza nessuna protesta, dalle opere compensative della metro C.
Gli sfasci sono sempre là, padroni di viale Togliatti e del parco.
Le prostitute, scomparse di giorno sono tornate al crepuscolo, più castigate nei vestiti, ma tante.
I sedili divelti alle fermate del corridoio sulla Togliatti non sono stati ripristinati e il viale è un ricettacolo di rifiuti.
E noi ci chiediamo, ma chi ci amministra al Campidoglio e nei municipi, non vede, non sa, non ascolta?
E di cosa si occupano?
E i cittadini, le associazioni, i comitati perché non fanno sentire la loro voce, non avanzano proposte, non chiedono il rispetto delle promesse elettorali.
Eppure, dovrebbero sapere che è solo dal loro singolo impegno, ognuno nel suo ambito e poi coralmente che può rinascere una periferia più degna di essere vissuta.
Siamo disponibili a fare la nostra parte. L’invito è ad unire tutte le persone di buona volontà e aprire una vertenza che sappia trasformare in meglio questo quadrante di Roma, attraverso la convergenza di municipi, associazioni e cittadini.

Urgono atti di governo
Il 12 gennaio 2009 presso il campo nomadi Casilino 900, in un’operazione di controllo della Polizia municipale, sono stati rinvenuti nel tunnel di una fungaia, 15 quintali di rame, 2 furgoni e un’autovettura risultati rubati.
In precedenza, i carabinieri del Ros avevano rivelato che famiglie di nomadi disoccupati che vivevano nelle baracche del campo disponevano di ville, case e titoli per oltre un milione di euro, di cui non si conosce la provenienza. Dopo aver rinvenuto nell’insediamento persino le panchine sottratte dal parco di Centocelle è stato scoperto un lungo tunnel, con accesso dal campo, utilizzato per nascondere la refurtiva. Il recupero dei due furgoni rubati non è stato possibile a causa del fango e delle condizioni di pericolo del percorso, che hanno reso difficile anche una completa ispezione della fungaia i cui tunnel all’apparenza sembrerebbero essere lunghi qualche chilometro.
Le trecce di rame nuovo, forse di provenienza della stessa ditta che aveva denunciato la scomparsa di uno degli autocarri, sono state recuperate dai Vigili urbani e dai Vigili del Fuoco.
Queste informazioni sono contenute in una nota del solerte presidente della Commissione Sicurezza del Comune Fabrizio Santori il quale ha affermato: “Il Casilino 900 ha i giorni contati… L’incontro dell’8 gennaio 2009 rappresenta un importante passo avanti verso una soluzione già individuata: la delocalizzazione fuori dai centri abitati degli insediamenti presenti a Roma. L’obiettivo è di procedere entro giugno 2009 alla chiusura dei campi nomadi abusivi”.
Annunci come questo sono stati fatti e reiterati, urgono azioni di governo.


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