Municipi:

Riqualificazione in corso al Giardino dei Ciliegi

A sorvegliare l'area un gruppo organizzato di cittadini

Dopo quasi un decennio di progressivo degrado verso la metà dello scorso Dicembre sono iniziati, ad opera del Servizio Giardini del Comune di Roma, i lavori di recupero del Giardino dei Ciliegi di via F. Re al Vecchio Quadraro.
Non ci sarebbe che da rallegrarsi di questo seppur tardivo intervento se non fosse per il fatto che ad oggi, a lavori già avviati, il progetto di risistemazione resta sconosciuto ai cittadini, è realizzato da un’ Amministrazione centrale senza alcun intervento del Municipio locale e che perciò difficilmente potrà tenere conto delle particolari condizioni ed esigenze di quest’area verde.

Il Giardino dei Ciliegi è infatti un posto particolare non solo per la sua origine o perchè è l’unico luogo d’incontro di un quartiere storico, marginale e tradizionalmente votato all’accoglienza, quanto perchè l’intervento diretto e spontaneo degli abitanti è stato e continuerà ad essere parte essenziale nella gestione dell’area.
Fino dall’inaugurazione di quest’area verde infatti, il Servizio Giardini, data la sua cronica carenza di personale affidò l’incarico di apertura e chiusura del parco a chi aveva bonificato l’area (incarico che negli anni è stato via via assunto da chi aveva tempo e voglia di svolgerlo) e solo saltuariamente, e dietro diretta sollecitazione dei cittadini, si è potuto occupare della sua pulizia.

Quando alcuni anni fa insieme al deterioramento e alla progressiva sottrazione degli arredi e dei giochi per bambini si è aggiunto lo stress sociale per le numerose presenze, specialmente estive e notturne, che usavano una parte del giardino come latrina e lasciavano l’altra ricoperta di bottiglie e immondizia, fu un gruppo organizzato di zona ad intervenire con un’approfondita pulizia dell’area, un’assemblea pubblica ed una festa multietnica.
Da allora, almeno un progetto di risistemazione del parco è stato presentato da altri cittadini e a tutt’oggi, nella persistente carenza d’organico del Servizio Giardini di zona, è sempre qualche abitante del quartiere che si occupa di aprire e chiudere il cancello, potare i cespugli, svuotare i bidoni e ogni tanto pulire.

Pur con i suoi limiti, questo patrimonio di partecipazione dovrebbe bastare da se, ad un’Amministrazione locale interessata e/o capace di svolgere il proprio ruolo di interlocutore fra Amministrazioni centrali e cittadini, per fare del recupero di quest’area verde un’occasione di riconoscimento del volontariato degli abitanti, di aggiornamento sulla situazione e di confronto fra le possibili soluzioni da adottare nel progetto di recupero.
Non è infatti per propaganda o per ideologia che gli interventi pubblici sul territorio vengono illustrati e discussi con le comunità locali (devono esserlo per legge nel caso delle grandi opere come la T.A.V.), bensì per acquisire quelle informazioni essenziali alla buona riuscita, nel tempo, dell’opera stessa.
In questo caso, la scelta della tipologia dei raccoglitori di immondizia – in funzione del tipo di gestione dell’area – è solo il primo degli aspetti che avrebbero dovuto essere presi in considerazione.

Peccato che niente di tutto ciò abbia riscosso l’interesse dell’Amministrazione del VI Municipio.

Carlo Olivetti

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