

Entreranno gratis i minorenni mentre gli over 65 pagheranno
Una vera rivoluzione il nuovo decreto cultura in vigore dal 1 luglio 2014, a firma del ministro Dario Franceschini, che come al solito non può che far sollevare polemiche o apprezzamenti nel settore culturale. Ma vediamo di cosa si tratta.
A destare qualche preoccupazione le nuove tariffe e gli orari per l’accesso al patrimonio artistico-culturale custodito nelle gallerie statali. Scompare, infatti, la gratuità per gli over 65. Entrano gratis solo i ragazzi fino a 18 anni, riduzioni sul biglietto per i giovani fino a 25.
E i professori entrerebbero gratis, anche se questa misura era già stata adottata dall’ex ministro della scuola Giulia Carozza. Ma ci saranno diverse opportunità per tutti di godere liberamente delle bellezze custodite nei musei.
Se da una parte scompare la gratuità per gli over 65 dall’altra ogni prima domenica del mese si potrà entrare gratis nei musei e ci saranno due notte dei musei (pagando solo un euro). Inoltre grandi monumenti come il Colosseo o le aree archeologiche come quella di Pompei avranno un’apertura serale il venerdi e resteranno aperti fino alle 22.
In una società in continua trasformazione, anche le fasce di reddito sono leggermente cambiate, tra l’altro il ministro fa riferimento a tutti quei turisti facoltosi over 65 che pur avendo le condizioni, non pagano il biglietto.
Ma di questa scelta cosa ne penseranno gli italiani e le associazioni di categoria? A dire la sua il presidente dell’Anap, Confartigianato Persone, Giampaolo Palazzi: “Come associazione a tutela degli anziani e pensionati riteniamo che la fine della gratuità per gli over 65 non sia frutto di un’equa considerazione della fascia di età anziana della società vessata, oggi più che mai, anche dalle spese aumentante a causa della crisi economica del Paese che contrastano con i redditi sempre più esigui”.
“È giusto investire sulle bellezze museali dell’Italia ed è senza dubbio importante tutelare il patrimonio artistico e culturale, ma – continua il presidente Anap – non crediamo che per agevolare e sostenere la ripresa economica del Paese sia opportuno penalizzare gli anziani, impedendo loro, di fatto, di accedere a luoghi di promozione culturale proprio con l’introduzione di una ulteriore spesa d’accesso.”
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