

Il timore delle associazioni è che il regolamento arrivi fuori tempo massimo, quando ormai il tessuto sociale di interi quartieri sarà compromesso
Non è più solo una questione di Trastevere o dei rioni storici. Il fenomeno delle case vacanza sta ridisegnando la geografia sociale della Capitale, svuotando i quartieri dai residenti per far posto ai trolley.
All’incontro “Non è un B&B, è Roma”, promosso dal Gruppo romano regolamentazione affitti brevi, sono stati presentati i dati di un’indagine della Sapienza che certifica il collasso: nel Tridente e a Monti, la “pressione ricettiva” ha abbondantemente superato quella residenziale.
In parole povere: ci sono più posti letto per turisti che case per chi a Roma ci vive e lavora.
La ricerca universitaria ha acceso i riflettori su un effetto domino preoccupante. Zone fino a pochi anni fa considerate puramente residenziali sono ora nel mirino delle piattaforme online.
Lo studio analizza il rapporto tra posti letto turistici e popolazione residente, mettendo in luce come il mercato delle locazioni a lungo termine sia stato letteralmente divorato dalla redditività del daily use.
«È una battaglia per il diritto alla casa e per la vivibilità dei quartieri», hanno dichiarato Alberto Campailla e Maria Luisa Mirabile, portavoce del Gruppo promotore.
La richiesta all’amministrazione Gualtieri è netta:
Moratoria immediata: per evitare nuovi picchi nelle zone già sature.
Regime autorizzativo: un sistema di permessi stringenti e controlli finanziati.
Sanzioni pesanti: contro l’irregolarità e misure per incentivare il ritorno agli affitti lunghi.
Al tavolo del confronto sedevano assessori e presidenti di commissione, chiamati a dare risposte concrete sui tempi.
Yuri Trombetti, presidente della commissione Patrimonio e Politiche abitative, ha raccolto la sfida: «Non vogliamo un regolamento punitivo, ma servono norme chiare per contenere un fenomeno che sta aggredendo la città. Questa è una spinta per noi a correre».
La data sul calendario è già segnata: la bozza del regolamento comunale dovrebbe vedere la luce tra la fine di marzo e l’inizio di aprile. Solo allora si aprirà il tavolo di confronto finale con le associazioni di categoria e i comitati civici.
Il timore delle associazioni è che il regolamento arrivi fuori tempo massimo, quando ormai il tessuto sociale di interi quartieri sarà compromesso.
Senza un limite al numero di licenze e una tassazione che scoraggi la trasformazione selvaggia degli appartamenti in strutture ricettive, il rischio è che Roma diventi una “città museo” bellissima da visitare, ma impossibile da abitare.
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Ci deve essere un regolamento o una legge severa su chi affitta illegalmente la casa.Ci vuole un grande impegno da parete del comune per amore dei cittadini che lavorano o risiedono a Roma.
E se ne accorgono adesso? Dove erano is ns rappresentanti quando Firenze , Venezia, ecc. Per non parlare di citta’ esters come New york stavano correndo ai ripari?
Cmq meglio tardi che mai……
Non capisco perché questa aggre6della proprietà privata… Ognuno con la sua casa dovrebbe poterci fare quello che vuole a patto di rispettare le regole e pagare le tasse… C è un problema abitativo?…iniziate a fare leggi che se non paghi l affitto entro 60 giorni sei messo sbattuto fuori Senza se e Senza ma… E vedrete che il fenomeno degli affitti brevi si dissolverà in breve tempo…il problema no sono gli affitti brevi…ma proprietari abbandonati dallo stato quando qualcuno non paga l affitto per anni ed il proprie6si ritrova Senza casa Senza reddito con avvocati da pagare con casa danneggiata e ci continua perfino a pagare l Imu… Volete il diritto alla casa?… Compratevela o chiedertela alle istituzioni non ad altri cittadini privati che hanno lavorato una vita.