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Roma-Sassuolo: 1-1, suicidio giallorosso all’ultimo secondo

Le pagelle di Gianluigi Polcaro
Marco Maestà - 11 Novembre 2013

I giallorossi devono subire la seconda rimonta consecutiva, ma questa volta hanno moltissimo da recriminare, perché il pareggio avviene all’ultimo secondo del recupero in casa propria.
Il demerito romanista è quello di non riuscire mai a chiudere la gara, soprattutto con Ljajic che sbaglia l’impossibile davanti la porta e permette agli avversari di credere nella rimonta fino alla fine.

LjajicLa gara inizia con una Roma vogliosa di dimostrare che il pareggio col Torino è stato solo un incidente di percorso, Pjanic è l’ispiratore di tutte le manovre offensive, ma l’infortunio di Borriello dopo il vantaggio, complica ancora di più la gara d’attacco dei romani. Dopo l’autogol di Longhi infatti, la partita dei padroni di casa sembra mettersi in discesa, ma l’imprecisione degli avanti giallorossi rimasti in campo, non permette alla Roma di raddoppiare ed il Sassuolo piano piano comincia a crederci.

Nella ripresa gli emiliani non creano tantissime occasioni, ma nel finale di gara dopo alcune decisioni dubbie nella propria area di rigore prese dall’arbitro Giacomelli, all’85’ impegnano De Sanctis in una difficile parata su Floro Flores lanciato in contropiede da solo. Forse è l’unico campanello d’allarme in tutta la partita, ma che sembra un tragico presagio perché al 94’, dopo una serie di carambole in area, Berardi trova il gol della vita gelando tutto l’Olimpico.

Il migliore in campo per continuità e soluzioni di gioco offensive tra i padroni di casa, ossia Ljiaic è anche il peggiore in fase risolutiva ed in questa occasione risulta croce e delizia di tutti i suoi tifosi. La gara infatti doveva essere chiusa con molto anticipo ed il gol nel finale che ha ulteriormente avvicinato Juve e Napoli non sarebbe stato influente se si fossero concretizzate tutte le occasioni create. Ora il vantaggio della Roma non permette più distrazioni e la sfida di questa sera tra Juventus e Napoli forse eleggerà la più diretta concorrente per la vetta della classifica.

 Le pagelle di Gianluigi Polcaro

ROMA – Maicon 5,5: Serviva più concretezza da parte sua. Nella parte centrale del match è uno di quelli che si adagia troppo e non ci mette la giusta cattiveria. Peccato viste le sue grandi qualità.

De Sanctis 6,5: Bravo e fortunato in occasione del tiro di Floro Flores. Tecnicamente e caratterialmente dà sempre qualcosa in più.

Burdisso 5,5: Non male fino all’errore grossolano che innesca il break di Floro Flores e la riscossa degli ospiti.

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Castan 6,5: E’ l’unico a non sbandare della difesa. Interventi puliti e ottimo nelle ripartenze. Regala un assist d’oro a Pjanic che spreca.

Balzaretti 5,5: Sempre tanta corsa e buon senso della posizione, ma non azzecca un cross. Cala nel finale.

Pjanic 6: Sempre nel vivo del gioco e dai suoi piedi nascono le cose più interessanti, ma alla fine si perde tra le maglie e i calci dei difensori emiliani.

(dal 30′ s.t. Caprari) 6: All’esordio in stagione l’impatto è buono, così come l’intesa con Ljajic.

De Rossi 6,5: Solite chiusure provvidenziali, che alleggeriscono il peso della difesa e che permettono alla squadra di non squilibrarsi più di tanto. Rimane il punto focale della squadra.

Strootman 6: Grande primo tempo in cui lui, con Pjanic più avanzato, si incarica di impostare per gli altri. Nella ripresa cala e non ce la fa a spingere fino alla fine. Da notare un errore di appoggio, cosa non da lui, forse il primo in campionato.

Florenzi 6,5: E’ suo il merito per il primo gol della Roma. Ed è l’unico a dare profondità alla squadra. Poi corre, copre e smista per i compagni. Bellissima l’apertura di prima che innesca Ljajic.

(dal 39′ s.t. Marquinho) s.v.

Borriello n.g.: Non brilla fino all’infortunio, ma gli arrivano anche poche palle.

(dal 33′ p.t. Bradley) 6: A fasi alterne, anche se ha il merito di lottare in tutte le zone del campo. Sfortunato nel finale a non riuscire ad allontanare la palla che sarà poi scaraventata in rete da Berardi.

Ljajic 6,5: Quando parte in profondità è inarrestabile. Grandi serpentine in area che tagliano la difesa ospite, ma troppo impreciso davanti a Pegolo. Qualche dubbio su un rigore non concesso nei suoi confronti.

All. Garcia 6: Le assenze di certi big cominciano a pesare e stavolta perde anche l’ultimo attaccante di ruolo, Borriello. Deve fare di necessità virtù, ma il palleggio sta diventando sempre più solo orizzontale e la lentezza della manovra palesa un calo fisico. Dovrà inventarsi qualcosa di nuovo se non riuscirà a recuperare qualche pezzo da novanta prima che le cose possano mettersi male.

SASSUOLO: Pegolo 7; Antei 6,5, Bianco 6, Acerbi 6; Gazzola 5 (dal27′ s.t. Kurtic 5,5), Magnanelli 6 (dal 32′ s.t. Zaza s.v.), Marrone 6, Missiroli 5 (dal 19′ s.t. Farias 7), Longhi 6; Floro Flores 5, Berardi 7. All. Di Francesco 7

ARBITRO: Giacomelli di Trieste 5,5: Diversi errori. Dubbi su un probabile calcio di rigore per la Roma.


Commenti

  Commenti: 1


  1. Io di dubbi non ne ho sul rigore, era netto. Alcune cose che credo di avere capito della Roma di Garcia:
    1) Senza Totti (prepariamoci, perché giocherà poco!) il sostituto non può essere Borriello, ma, semmai, Destro, come attaccante manovriero. Sennò è meglio un tridente con Lijaic Gervinho e Pijanic trequartista. Borriello, infatti, ha un solo piede (per un centravanti è come essere zoppo!), è lento, macchinoso, snatura la squadra dando punti di riferimento e allungandola, ma, soprattutto, snatura il gioco congeniale alla Roma che invece ha bisogno di ripartire e manovrare con velocità e fraseggi.
    2) Lijalic deve giocare, anche se per sostituire Borriello, velocizza il gioco e si vede quando entra!
    3) Strootman, è sopravvalutato (non dico di metterlo in panchina, ma nemmeno di pendere dalle sue labbra). Lo so, qui sono in minoranza, ma guardatelo bene: al 99% fa i passaggini laterali o indietro, non rischia mai. Mai una illuminazione, mai un cambio di passo (meglio Florenzi, in questo!), mai una incursione o una penetrazione in area. Insomma, è un buon evasore di pratiche e spesso si limita a timbrare il cartellino per guadagnarsi la pagnotta.
    4) La “panchina” è corta e non di livello. Lo scudetto, per questo, sarà una lotta durissima. Chissà!

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