

Il Campidoglio rende strutturali le tariffe del Giubileo. Un carnet per il centro passa da 26mila a quasi 79mila euro. Associazioni sul piede di guerra
I “costi” per entrare nel cuore di Roma non è mai stato così caro. Quello che era nato come un provvedimento emergenziale per l’anno giubilare è diventato ufficialmente il nuovo regolamento cittadino.
La strategia della Giunta è chiara: disincentivare la presenza dei “torpedoni” nelle zone centrali (Ztl B e C) attraverso una leva tariffaria estrema, premiando invece la sosta nelle aree periferiche (Ztl A) a ridosso del Raccordo Anulare, dove i costi sono stati tagliati del 27%.
Le cifre descrivono un salto vertiginoso. Un bus superiore agli 8 metri che nel 2024 pagava 26.250 euro per un carnet di 300 ingressi nella Ztl B, oggi deve sborsarne 78.950. Un singolo ingresso può arrivare a costare fino a 720 euro.
Nonostante il muro contro muro, la mediazione di AN.BTI Confcommercio ha portato a una parziale vittoria: la scontistica per i viaggi d’istruzione è stata estesa anche alle scuole superiori, precedentemente escluse dalle agevolazioni.
Il fronte del “no” è compatto. Sigle come Anc, Fion, Cna Fita e Confesercenti denunciano un impatto devastante non solo sui turisti, ma sulla socialità dei romani.
“Questi rincari colpiranno i circoli ricreativi, i gruppi parrocchiali e i centri anziani che organizzano gite – spiegano le associazioni –. Si stima un danno indiretto di 5,8 miliardi di euro per l’economia cittadina: meno bus significa meno clienti per ristoranti, bar e musei”.
La partita si sposta ora sul piano nazionale. Riccardo Verona, presidente di AN.BTI Confcommercio, pur accogliendo l’apertura di un tavolo permanente in Comune, ha sollecitato il Ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini per la pubblicazione del decreto sui massimali Ztl.
L’obiettivo è imporre un tetto nazionale ai costi dei permessi, per evitare che ogni Comune possa aumentare le tariffe in modo discrezionale.
Il prossimo appuntamento cruciale è fissato per il 22 gennaio alle ore 16:00, quando il comparto si riunirà alla Camera dei Deputati per una conferenza stampa tecnica.
Sarà l’occasione per presentare dati e alternative a quello che gli operatori definiscono un “piano tariffario iniquo” che mette a rischio il futuro dell’accoglienza romana.
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