

Tra le iniziative in cantiere, illustrate dal presidente Giuseppe Perrone, la ricostruzione universitaria a L’Aquila e il progetto Mus-e
Musica e pittura. Ma anche lavoro e professionalità. Una manifestazione di intenti? Forse. Certamente la dimostrazione che i tempi cambiano. A parlare di arte e occupazione non è un ente o un’azienda, ma il Rotary Club di Roma Ovest.
Siamo al Grand Hotel Saint Regis, in una delle ultime calde serate settembrine che annunciano l’arrivo dell’autunno. Ed è in questo preludio di ottobrata romana che il programma di attività 2010 –2011 viene presentato ai soci e alla stampa dal presidente Giuseppe Perrone, fiero di inaugurare il nuovo corso del club di Roma Ovest, secondo in ordine di grandezza nella Capitale,.
“Spendere meno e fare di più”. Lo slogan parla chiaro. E Perrone non si stanca di ripeterlo mentre, in attesa dell’incontro, illustra in poche ed efficaci parole un programma che si annuncia denso di iniziative “ispirate ai valori di continuità e utilità”.
Suona la campana. Il tocco segnala l’inizio della cena, durante la quale i soci si scambieranno opinioni e confidenze fino a giungere al discorso finale del presidente, che spiegherà le iniziative messe in campo per i prossimi mesi. Chi immagina le attività del Rotary come atti caritatevoli gentilmente elargiti può cominciare a cambiare idea.
Quello che sembra contare, qui dentro, è più la voglia di fare che quella di pagare. “Mettere le nostre professionalità al servizio della comunità” è il motto del presidente, deciso a dare un risvolto concreto alle iniziative rotariane. Proprio in linea con questo pensiero, il Club Roma Ovest ha avviato una collaborazione con il call center della comunità di Sant’Egidio. A turnazione, i soci ricevono le telefonate e rispondono a domande e dubbi relativi alla propria professione.
“Vogliamo sostenere solo quei programmi che garantiscano la continuità – spiega Perrone -. È inutile finanziare idee che il prossimo anno non saranno portate avanti”. A proposito di sostegno, il club prenderà parte ai progetti di rifinanziamento della facoltà di Ingegneria de L’Aquila.
Formazione, occupazione e non solo. Anche cultura. Oltre al ricco cartellone di visite e mostre in programma per i prossimi mesi, il club continuerà a seguire ‘Una mano per l’arte’, il progetto ponte tra i giovani artisti e gli artigiani con più esperienza. “Il nostro scopo – racconta ancora il presidente – è aiutare i ragazzi che studiano negli istituti artistici a riaprire le botteghe d’arte nel centro storico. In questo modo li aiutiamo a fare quello per cui hanno studiato e garantiamo la sopravvivenza al patrimonio culturale”.
Nel campo artistico, però, la parte da leone spetta al Rotaract, la sezione dei club riservata ai soci di età compresa tra i 18 e i 30 anni. Punta di diamante delle attività giovanili è Mus-e, Musique-Europe, un progetto multiculturale che promuove l’arte nelle scuole proponendola come fonte di superamento della discriminazione e delle tensioni sociali, attraverso lo sviluppo delle capacità espressive individuali dei bambini.
Il progetto, ideato dal violinista Yehudi Menuhin e realizzato in collaborazione con l’Unesco e l’Unione Europea, vede impegnati in prima fila artisti delle discipline della musica, del canto, del teatro, del movimento, delle arti plastiche e figurative. Solamente nel 2010 sono stati già coinvolti circa 340 bambini e 11 artisti.
“Non vogliamo dare l’obolo, noi ci divertiamo a fare volontariato” ci tiene a specificare il presidente del Rotaract di Roma Ovest, Luca Durante, che racconta inoltre dei pomeriggi trascorsi a far visita al centro anziani di Circo Massimo.
Applausi, sorrisi e ringraziamenti. La serata si è conclusa. Il programma è stato illustrato e, da domani, bisognerà iniziare a mettere in pratica le idee lanciate nel corso della cena. Intanto, tra gli affermati professionisti che animano la sala, spicca la presenza di Beatrice Medi.
L’ex vicesindaco di Roma, prima donna a entrare nel club, si emoziona ancora al ricordo dei viaggi effettuati in Terra Santa e a L’Aquila. E, quando le si chiede che cosa bisognerebbe cambiare in questo club avviato verso una nuova era, si dice convinta che “ci vorrebbe meno burocrazia e più presenza sul territorio”. Un’opinione data dall’esperienza come amministratrice? “No, semplicemente dall’esperienza come donna”.
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