

“No a monumenti allo spreco” ha dichiarato il presidente della Sicurezza Urbana in merito all'impianto dietro la stazione Tiburtina
Un’area lasciata all’abbandono ed al lassismo ormai da anni: è questo lo spettacolo che si è trovato davanti nella giornata di giovedì 26 gennaio il presidente della Commissione politiche per la Sicurezza Urbana di Roma Capitale Fabrizio Santori presso l’impianto sportivo di via Boemondo 7 nel III municipio.
“Basta attese, l’impianto sportivo deve aprire, e subito – ha dichiarato ieri Santori – Da tempo seguiamo la vicenda che coinvolge spazi di proprietà di Roma Capitale che dovrebbero, secondo gli accordi stipulati con il consorzio che li ha presi in gestione, funzionare come palestre restando inoltre a disposizione del Municipio. Ma da anni è tutto fermo e sopportiamo il peso di una nefasta eredità della passata amministrazione. Gli impianti sono ancora chiusi e le verifiche tecniche da parte dell’amministrazione municipale non sono state ancora effettuate: serve fare chiarezza, e subito, e per questo ho inviato un’interrogazione urgente al Sindaco Alemanno sull’argomento, anche per accertare le eventuali responsabilità omissive e commissive. I cittadini del territorio non possono e non devono essere privati di un importante spazio utile alla vita sociale del quartiere e di un prezioso contributo alla salute e al benessere.”
Dopo una perlustrazione avvenuta oggi intorno alle ore 12, Santori ha rilasciato una nota: “E’ assurdo e ingiustificabile che le chiavi dell’impianto sportivo di via Boemondo siano in mano alla giunta del municipio III e che la palestra, per giunta allagata, sia chiusa da anni e stia andando in malora, a discapito dei residenti del quartiere che si vedono negati spazi idonei per praticare attività fisica. Non è possibile indugiare oltre. E’ arrivata l’ora di accertare le responsabilità omissive e commissive che hanno comportato e stanno comportando un danno al patrimonio comunale. Se entro un mese non si provvederà ad effettuare il collaudo, ultimo step necessario ad aprire i battenti della palestra, scenderemo al fianco dei cittadini a manifestare il nostro sdegno gridando allo spreco, affinché la palestra torni ad essere fruibile per l’utilità culturale, sociale e sanitaria del quartiere”
“Verificheremo sul posto e studieremo il da farsi per ottenere l’uso degli spazi da parte della cittadinanza in tempi brevi e porre fine alla perdita intollerabile di una opportunità che, oltre all’evidente valore sul piano culturale, sportivo e sanitario, potrebbe creare anche numerosi nuovi posti di lavoro e trasformarsi finalmente, da monumento allo spreco, in una fonte di reddito per l’amministrazione”, è stata la conclusione di Santori.
La realizzazione dell’impianto sportivo polivalente era stata autorizzata nel giugno 2005 dalla Giunta Comunale. Solo 3 anni dopo, nel febbraio 2008, la sua costruzione, nella zona di via Boemondo, venne affidata al Consorzio Artiglio S.r.l. Il canone di concessione annuo da corrispondere all’ Amministrazione Capitolina fu stabilito nella cifra di 74.285 euro. Il Consorzio Artiglio si impegnò a garantire l’utilizzo gratuito della palestra da parte del Municipio III, 3 giorni a settimana. Nell’ottobre scorso il Dipartimento Sport di Roma Capitale ha fatto presente che la palestra di via Boemondo 7 non risulta Patrimonio di Roma Capitale, non essendo state ancora presentate dal realizzatore i certificati di collaudo e agibilità, e che quindi non può essere consegnata formalmente al concessionario Consorzio Artiglio. La palestra è completamente realizzata, ma non è fruibile sia per la mancanza dei documenti di agibilità e di collaudo, sia per i fisiologici risultati di un’incuria triennale.
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