

Riceviamo e pubblichiamo
Fonti autorevoli mi fanno sapere che per il multipiano in via Francesco Tovaglieri a Tor Tre Teste non c’è niente da fare: non riceverà neppure un euro dai fondi stanziati per il Giubileo.
Secondo quanto ci venne detto a suo tempo dal presidente del V municipio Palmieri, era forse l’ultima possibilità per vederlo trasformato da cadavere di cemento pericolante a opera funzionale per il quartiere ma forse la misericordia si è dimenticata di noi, e anche i politici: dai meravigliosi progetti che su di esso erano stati approvati al nulla di fatto.
Storia trita e ritrita. Purtroppo. Mentre scriviamo non sappiamo nemmeno se sia stato acquisito interamente dal Comune, condizione sine qua non per poter intervenire in qualche modo. Secondo tale fonte parrebbe di sì e si ventilerebbe l’ipotesi, tutta da verificare, di venderlo a dei privati che avrebbero mano libera per farci ciò che vorrebbero.
Sfilato al patrimonio pubblico, dato al patrimonio privato: presumo con la solita motivazione che soldi non ce ne sono.
Forse perché quelli stanziati per il Giubileo debbono servire ad altro.
Premesso che non ho nulla contro il privato ho una richiesta da fare e un’alternativa da proporre: qualunque progetto si voglia realizzare sul multipiano, esso non può prescindere dalla risistemazione della viabilità ad esso connessa.
Infatti già oggi soffriamo di doppie e terze file davanti al Conad, di intralcio al passaggio dei mezzi pubblici, di penuria di parcheggi. il problema cioè va affrontato in tutta la sua interezza, altrimenti anche l’opera di riqualificazione più giusta cozzerebbe contro una viabilità non in grado di accoglierla, rendendo la vita dei cittadini ancora più complicata.
Se poi il multipiano venisse venduto, propongo di comprarlo noi cittadini, attraverso una sorta di azionariato popolare che restituisca il manufatto alla comunità che lo farebbe restare pubblico. Funziona per le squadre di calcio può funzionare anche per un bene pubblico. Lo si potrebbe fare partecipando all’eventuale asta avendo noi, come comunità, un diritto di prelazione.
Se tale operazione meritoria riuscisse, e forse sarebbe la prima volta, apriremmo la strada alla riqualificazione dei territori per mano delle comunità locali che reagirebbero così al depauperamento dei beni delle loro città e farebbero svolgere ai beni stessi quella funzione di bene pubblico per la quale erano nati.
Dopodiché andrebbe aperto un bando di concorso tra architetti per avere il progetto più funzionale alle esigenze del quartiere.
Che ne pensate?
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Chi dovrebbe, per competenza, trovare una modalità idonea per avviare l’orribile e circa trentennale scheletro di cemento di via Tovaglieri a divenire un edificio decoroso e funzionale alle necessità del territorio in cui esso sorge ha in animo, una volta revocata la concessione all’impresa fallita e una volta recuperata la disponibilità del multipiano, di assegnarlo, SENZA VINCOLI DI DESTINAZIONE D’USO, a chi, pubblico o privato, ne sia interessato.
“In compenso”, l’ammininistrazione capitolina, proprietaria del multipiano, chiederebbe all’eventuale concessionario, previo sconto sulla corresponsione prefissata e richiestagli,
la costruzione di un parcheggio a raso di appena 20/ 25 posti auto nello spicchio
di terreno, adiacente alla gelateria Blu Ice e antistante all’istituto comprensivo “Olcese”.
Il miniparcheggio, molto probabilmente, verrebbe usato dai residenti in zona, per collocare i più autoveicoli di cui ogni famiglia, oggi, dispone e non risolverebbe il problema dell’ ingorgo prodotto dalle autovetture dei clienti CONAD, parcheggiate davanti al supermercato.
Per liberare l’area difronte alla CONAD dalle innumerevoli vetture, che, lì parcheggiate, ostacolano al “556” l’ingresso in via Tovaglieri, è necessario dare in concessione il multipiano OBBLIGANDO IL CONCESSIONARIO A REALIZZARE UN PARCHEGGIO PUBBLICO ALL’INTERNO DEL MULTIPIANO E CONSENTENDOGLI DI COSTRUIRE , PER
SUO PROFITTO, UN NUMERO DI BOX PRIVATI AD EQUA COMPENSAZIONE DEL SUO IMPEGNO EDILIZIO, A VANTAGGIO DEI RESIDENTI.
Ogni altro modo di utilizzare il multipiano di via Tovaglieri, che vi si voglia aprire un esercizio commerciale o un centro di erogazione servizi o un punto di aggregazione sociale, comporterebbe una grande affluenza di persone ed altre autovetture che verrebbero ad aggiungersi a quelle che, quotidianamente , vi stazionano nell’ arco dell’intera giornata e non appare improbabile che si arrivi alla totale paralisi della circolazione autoveicolare nel territorio in questione..
L’ aspettativa di quanti risiedono nel circondiario di via Tovaglieri di veder attivati in zona un centro anziani, un centro culturale, una ludoteca e una polisportiva integrativa deve puntare a chiedere che le iniziative di cui si tratta vengano promosse nell’area adiacente alla pista “A. Nori”, antistante a l.go Serafino Cevasco, che offre un apprezzabile spazio per parcheggiare più automobili senza creare ulteriori ingorghi.
Luigi