

Atto vandalico nella notte nel VI Municipio delle Torri. Il mini-sindaco Nicola Franco lancia un ultimatum ai responsabili e attacca la comunità: "Omertà inaccettabile, abbiamo perso il senso civico"
Un raid vandalico d’impatto e un duro j’accuse istituzionale contro la perdita dei valori e del senso di comunità. È quanto accaduto a Giardini di Corcolle, quartiere alla periferia est di Roma ricadente nel VI Municipio “delle Torri”, dove nella notte un gruppo di ignoti ha devastato un’area verde recentemente riqualificata.
I vandali hanno abbattuto il muro di cinta del parco — sul quale era stato realizzato un murales raffigurante il Tricolore italiano — e hanno distrutto le giostrine destinate ai bambini, arrivando persino a scaraventare le strutture danneggiate all’interno del giardino di un’abitazione adiacente.
Il Presidente del Municipio VI, Nicola Franco, ha espresso profonda indignazione sui social network, annunciando che l’ufficio del Verde municipale si è attivato immediatamente per sporgere formale denuncia presso le forze dell’ordine.
Nonostante nel parco non siano presenti impianti di videosorveglianza diretta, gli inquirenti stanno vagliando le immagini registrate dalle telecamere di sicurezza delle vie limitrofe per risalire alle identità dei responsabili.

Nel suo intervento, il mini-sindaco ha rivolto un ultimatum di 24 ore agli autori del gesto, proponendo una possibilità di ravvedimento analoga a quella concessa ad altri giovani protagonisti di un episodio vandalico avvenuto lo scorso Capodanno al Villaggio Breda:
«Offro loro la stessa possibilità dei ragazzi che distrussero la fontana storica e il giorno dopo si presentarono in ufficio per chiedere scusa. Dimostrate di essere uomini e venite da me a chiedere perdono ai cittadini. Vi attendo per 24 ore, trascorse le quali procederemo per danneggiamento aggravato ai sensi dell’articolo 635 del codice penale».
Oltre all’amarezza per la distruzione del patrimonio pubblico, la nota del presidente municipale pone l’accento sul comportamento dei residenti della zona, evidenziando quella che ritiene essere una preoccupante mancanza di collaborazione da parte della cittadinanza.
Franco ha raccontato di aver contattato personalmente diversi residenti delle vie adiacenti al parco senza tuttavia riscontrare segnalazioni utili: «Nessuno sa o ha visto nulla. Un tempo era la comunità a proteggere i propri giovani e i quartieri, segnalando le intemperanze ed esercitando una funzione educativa diffusa. Oggi questo spirito si sta perdendo».
Infine, una stoccata diretta al ruolo educativo delle famiglie e alla tendenza a giustificare i comportamenti devianti giovanili: «Non venite a dirmi che sono ragazzi annoiati che vanno capiti o ascoltati. Mentre ragioniamo così, la società va a rotoli per incapacità di svolgere il mestiere più difficile del mondo: quello del genitore».

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