

Allontanate 40 persone che vivevano in baracche fatiscenti. Una dichiarazione del Presidente del VII Mastrantonio
Questa mattina in via Papiria, a ridosso dell’ex aeroporto di Centocelle, è stato sgomberato un insediamento abusivo. Circa 40 persone di nazionalità romena, che vivevano in baracche fatiscenti, dietro cumuli di rifiuti, sono state allontanate. L’intervento è stato seguito dal commissario straordinario per l’emergenza nomadi, il prefetto Giuseppe Pecoraro, e condotto dagli agenti della Questura di Roma e della polizia municipale.
Alle donne e ai minorenni i mediatori culturali del Comuna di Roma hanno offerto un alloggio al Centro polifunzionale di Castelnuovo di Porto o il rimpatrio assistito ma, sembrerebbe che avrebbero rifiutato la sistemazione, per lo più, per non separare le famiglie.
"Gli sgomberi effettuati all’interno dell’accampamento abusivo di via Papiria e di altri micro accampamenti – ha dichiarato l’assessore alle Politiche sociali di Roma Capitale, Sveva Belviso – fanno parte di un’articolata pianificazione della nostra amministrazione finalizzata in particolar modo alla tutela dei minori.
Tutte le persone trovate al momento delle sgombero sono state censite e avvertite che, qualora fossero rintracciate con i minori a vivere nel territorio capitolino nelle stesse condizioni di rischio igienico sanitario – conclude Belviso – verrà predisposta la procedura 403 del codice civile che prevede la messa in protezione del minore affidandolo ai Servizi sociali".
A seguito dello sgombero, una delegazione di circa quaranta rom, tra cui molti bambini in tenera età, si è recata nella sede del Municipio Roma VII per parlare con il Presidente del Municipio, Roberto Mastrantonio.
I rom, che dalle 12.30 sono nei corridoi della presidenza attendono di conoscere quale sarà il loro futuro.
Di fronte alle parole del delegato Ciardi, che ha ribadito quanto indicato dal Campidoglio e cioè che i nuclei familiari vanno separati, ovvero, donne e bambini dovranno essere mandati in un centro di prima accoglienza mentre gli uomini sono lasciati liberi di scegliere un’altra destinazione, i nomadi si sono opposti e stanno chiedendo, proprio in questi momenti, al Presidente Mastrantonio di aiutarli affinché intervenga con l’Amministrazione per mediare una soluzione che non comporti lo smembramento dei nuclei familiari.
"È incredibile – dice il presidente Roberto Mastrantonio – che consiglieri Pdl locale rivendichino alla maggioranza capitolina un’operazione condotta autonomamente dalla Questura, che ha prodotto come unico risultato l’arrivo in Presidenza dei rom".
Il presidente Mastrantonio ha poi comunicato che "a conclusione dei fatti odierni, che hanno determinato una situazione di estrema incertezza per i nuclei familiari sgombrati questa mattina dall’insediamento abusivo di via Papiria, la delegazione di nomadi che dalle ore 12.30 si era recata pacificamente in Municipio per richiedere una mediazione del presidente nella delicata vicenda, ha in modo spontaneo e civile deciso di andarsene. Questa scelta è maturata perché l’Amministrazione Comunale non è stata in grado di arrivare ad un accordo che evitasse la divisione drammatica e sofferta dei nuclei familiari ma, fanno sapere i nomadi, “ci riserviamo la possibilità di manifestare in modo civile la difesa dei nostri diritti”, preannunciando altre azione dimostrative nel Municipio e nella città.
Critico sullo sgombero dell’insediamento abusivo di via Papiria è anche il consigliere comunale del Pd Dario Nanni. "Dopo tante chiacchiere e piani annunciati – dichiara l’esponente del Pd – si decide di intervenire cacciando interi nuclei familiari anzi decidendo addirittura di dividerli smembrando intere famiglie.
Gli uomini vadano dove vogliono, donne e bambini in un centro di prima accoglienza presso la struttura del Cara. Un decisionismo emblematico di incapacità e pressapochismo di cui la maggioranza capitolina fa sfoggio con in testa il suo delegato alla sicurezza.
A farne le spese – conclude Nanni – è il VII Municipio nel quale si sono rifugiati i rom in attesa di capire quale soluzione è quale piano è stata approntata dall’amministrazione comunale”.
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