Stadio della Roma, a rischio l’interesse pubblico del progetto

L’assessore allo Sport di Roma Capitale Daniele Frongia e la parlamentare Roberta Lombardi in coro: ’’La delibera non verrà portata avanti cosi com’è’’
Marco Mikhail - 18 Febbraio 2017

Stadio sì, stadio no. La telenovela continua e ogni giorno si tinge di un nuovo mistero.
L’assessore allo Sport di Roma Capitale Daniele Frongia aveva affermato, qualche giorno fa, che la delibera del 2014 di Ignazio Marino in merito all’interesse pubblico del progetto Tor di Valle “non verrà portata avanti così com’è”.
Tesi che la parlamentare del M5S Roberta Lombardi condivide, esprimendosi così sulla sua pagina Facebook: “Bisogna annullare subito la delibera che stabilisce la pubblica utilità”.
Parole, sia dell’Assessore che della Parlamentare, che sembrano essere in conflitto con ciò che un paio di giorni fa aveva affermato il vice sindaco Luca Bergamo, che aveva fatto trapelare un avvicinamento tra le parti. Infatti, l’incontro tra i proponenti e l’amministrazione capitolina sembrava che avesse portato ad una modifica del progetto, con la riduzione parziale delle cubature, accontentando così l’invito che il Campidoglio aveva fatto a Pallotta e soci. Riduzione che l’assessore all’urbanistica Berdini riteneva ancora insufficiente e che ha portato, poi, alle sue dimissioni.

I giorni passano e i dubbi aumentano: si farà o no lo stadio della Roma?

La decisione definitiva verrà presa prima dalla giunta Raggi e poi dall’assemblea capitolina, in attesa che la Conferenza dei Servizi fissata per il 3 marzo 2017 vagli la documentazione inviata dal Campidoglio. Anche in questo caso, però, sorge il dubbio: la Conferenza dei servizi si riunirà il 3 marzo? Pare di no. Sembra che il Comune voglia posticipare ulteriormente la data e chiedere una proroga affinché il proponente modifichi ulteriormente il progetto. Un’ipotesi che sta prendendo sempre più piede tra i consiglieri, e che pare sia stata pensata durante l’incontro avvenuto tra l’As Roma e la Giunta.

Intanto la giunta Raggi avrebbe chiesto un parere al presidente onorario aggiunto della Cassazione Ferdinando Imposimato, che – secondo l’Ansa – avrebbe giudicato incostituzionale alcuni punti della delibera allora fatta da Ignazio Marino. L’interesse pubblico, infatti, non sarebbe giudicato tale per l’area dedicata al Business Park (336 mila mq), considerata una sproporzione rispetto allo stadio (49 mila mq). Proprio sul Business Park si incentrano le problematiche che fino a questo momento hanno di fatto bloccato l’iter.
Il proponente aveva pensato ad un progetto che vedeva una riqualificazione dell’area con la realizzazione dello stadio e delle infrastrutture tutt’attorno.
Secondo Imposimato e parte del Movimento, tali infrastrutture, compreso per l’appunto il Business Park, non porterebbero miglioramenti pubblici all’area Tor di Valle, con ‘la violazione dell’articolo 41 della Costituzione che vede l’iniziativa privata andare contro l’utilità sociale’. In poche parole, questa corrente del Movimento 5 Stelle ritiene che il progetto Tor di Valle non faccia tanto gli interessi della comunità e della cittadinanza ma assolva esclusivamente agli interessi imprenditoriali dei costruttori, minacciando la tutela ambientalistica e naturale del territorio.

#Famostostadio

Nei giorni scorsi, prima Spalletti e poi Totti, avevano lanciato il loro appello per la realizzazione dello stadio. L’hashtag #Famostostadio era diventato ben presto trend topic su Twitter, e la sindaca Raggi aveva così cinguettato al capitano giallorosso: “Si, allo stadio ma con il rispetto delle regole”.

Il percorso è parso sin da subito in salita, quando il Campidoglio aveva sentenziato la ‘non idoneità’ del progetto Tor di Valle.
Tanti i punti contestati, dalla carenza di funzionalità (parcheggi, viabilità, trasporto pubblico) alla sicurezza (stradale e idraulica), dalla carenza di integrazioni dei documenti progettuali alla richiesta di ridimensionamento delle strutture.

Intanto, in occasione della gara d’andata della semifinale di Coppa Italia tra Roma e Lazio in programma il 1° marzo, saranno tolte le barriere in curva Sud.  Chissà se, dopo questa battaglia vinta e portata avanti da Spalletti e Totti in questi mesi, che finalmente vedrà il ritorno dei tifosi giallorossi nel settore più caldo dello stadio, i due riusciranno nuovamente ad imporsi affinché il ‘Colosseum’ veda la luce?


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