

Dopo 40 anni di attività, l'importante struttura, unica in tutto il V municipio e nel quadrante Est della città, si può salvare?
Non è un paradosso, ma il Teatro Tendastrisce, inaugurato a Roma nel 1977, ha svolto in quattro decenni una grande attività di spettacoli nella capitale: ha avuto una media di circa 200.000 spettatori negli oltre 100/120 spettacoli, che vi si svolgono in un anno. Una struttura con 2.400 posti a sedere e 3.500 posti misti.
Da diversi mesi nella sede di via Perlasca (Collatino/via Palmiro Togliatti) non si svolge più alcuna attività per un’ordinanza e un contenzioso aperto con il Comune di Roma Capitale. E’ la fine di una storica esperienza, dell’industria culturale e creativa, nata nella Città Eterna?
Il 28 aprile 2016, il Consiglio di Stato, dopo un pronunciamento del Tar del Lazio, ha riconosciuto con una deliberazione, validi i motivi del ricorso dei rappresentanti del Teatro Tendastrisce, e di fatto ha riconosciuto che l’Amministrazione Capitolina ha causato un danno all’attività del Teatro.
Tuttavia la normale attività del Teatro non può riprendere perché non esistono norme specifiche a livello comunale e non sono stati predisposti e pubblicati i bandi di gara.
Importante ricordare il cartellone, la produzione artistica e la location spaziano in molti campi: musical, operette e opere, grandi concerti musicali, spettacoli di danza, prosa e commedie, circo, eventi sul ghiaccio e si adatta per convegni, meeting, mostre e fiere. Notevole l’apertura del Teatro Tendastrisce alle esigenze culturali del territorio, in modo particolare nel quadrante Est della città, (dove è presente una grande densità abitativa) con riguardo a studenti, anziani, categorie e associazionismo.
I personaggi e gli artisti che hanno partecipato a spettacoli ed eventi sono personalità nazionali e internazionali come Ray Charles, Joe Cocker, Tina Tarner, Renato Carosone, Claudio Baglioni, Francesco De Gregori, Carla Fracci, Renato Zero, Dario Fo, Lino Banfi, Fiorello, Antonello Venditti e moltissimi altri che rappresentano l’universo dello spettacolo e della cultura degli ultimi quaranta anni, che si sono esibiti a Roma.
Va ricordata, inoltre, la partecipazione della Compagnia di Stato di Mosca (Cenerentola on Ice e La Bella Addormentata nel Bosco on Ice) e le 33 Edizioni del Golden Circus Festival Internazionale di Roma, che nelle recenti feste natalizie si è svolto all’Ippodromo delle Capannelle. Una rappresentanza del Golden Circus si è esibita nella Sala Nervi alla presenza di Papa Francesco alla fine dell’anno.
Oggi si può evitare che il Teatro Tendastrisce venga ucciso dall’incomunicabilità e si possa salvare, riprendendo l’attività?
La risposta va ricercata nella possibilità di confronto che si deve trovare con il Comune di Roma Capitale. Eppure il 27 gennaio 2017, con una nota a firma del Vice Capo di Gabinetto Vicario del Comune di Roma, si comunicava al Teatro Tendastrisce “che erano state date disposizioni agli Uffici competenti per trovare una urgente soluzione”. Questa è la situazione ad oggi.
E’ possibile che la Sindaca Raggi e l’Assessore alla Cultura Bergamo, ignorino l’urgenza della risoluzione di questo problema, malgrado le tante richieste che i rappresentanti del Teatro Tendastrisce hanno avanzato? Si tratta solo di buona volontà, avviare un concreto confronto, per non privare Roma di una storica risorsa culturale e sociale, evitando un ulteriore impoverimento urbano.
Ma quando non ci si parla, i problemi diventano drammatici, penalizzando in questo caso l’occupazione e la cultura.
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