Strage di via di Vigna Jacobini: “Silenzio Raggi sulla tragedia è una macchia indelebile”

Lo afferma il presidente del Comitato Vittime del Portuense. Il 16 dicembre, 22esimo anniversario del crollo in cui morirono 27 persone, fra cui 6 bambini
Redazione - 14 Dicembre 2020

“Il silenzio della sindaca Virginia Raggi e della sua giunta sulla tragedia di via di Vigna Jacobini sarà ricordato come una macchia indelebile sull’operato di questa amministrazione”. Lo dice il presidente del Comitato Vittime del Portuense, avv. Francesca Silvestrini, alla vigilia del 22esimo anniversario del crollo di via di Vigna Jacobini, avvenuto il 16 dicembre 1998, nel quale morirono 27 persone, fra cui 6 bambini.

“Mentre si avvicina la scadenza dell’attuale consiliatura – prosegue – è doveroso fare un bilancio su quanto negli ultimi 5 anni è stato fatto da Roma Capitale sui dossier ereditati dalle precedenti giunte, compresi quelli che da anni attendono una risposta dal Campidoglio. Nel nostro caso la valutazione è semplice e si risolve con una bocciatura totale della giunta Raggi”.

Il Comitato, ricorda Silvestrini, “conduce da 22 anni una battaglia finalizzata sia a non disperdere il ricordo della più grave strage verificatasi a Roma nel dopoguerra che a ottenere la giusta soddisfazione per i proprietari e gli eredi delle vittime, per i quali al dolore per la scomparsa di un familiare si è aggiunto un ingente danno economico. Speravamo che la sindaca Raggi, salita al Campidoglio al grido di ‘il vento sta cambiando’, si ponesse in discontinuità con i suoi predecessori. Non è stato così. L’iter per la ricostruzione sull’area del crollo si è impantanato nella burocrazia degli uffici capitolini, nonostante siano state presentate tutte le documentazioni previste dalla legge per ottenere permessi e pagati persino gli oneri concessori. Quanto alla Giornata cittadina della memoria il 16 dicembre, iniziativa a costo zero per il Comune, alle aperture arrivate dall’XI Municipio due anni fa, in occasione del ventennale della tragedia, non è seguito nulla, con l’unica mozione presentata in Assemblea Capitolina su cui la maggioranza si è astenuta, di fatto bocciandola”.

Il contesto della pandemia di Covid19, conclude Silvestrini, “può aver rallentato il lavoro del Campidoglio ma non giustifica l’inerzia totale. Non registriamo, del resto, la stessa inattività su dossier più mainstream, come quello dello Stadio della Roma, per il quale la sindaca si spende personalmente a ogni occasione. Così sorge il sospetto che, in vista delle comunali, ci si muova solo su temi con un tornaconto elettorale più vasto. I morti, si sa, non votano…”.

 


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