Francesco Sirleto primarie V municipio

Sulla prostituzione di strada nei quartieri del Settimo municipio

Riceviamo e pubblichiamo - 11 Novembre 2011

Se possibile mi piacerebbe rispondere a NIcola Caravaggio (www.abitarearoma.net/index.php) sul tema prostituzione di strada nei nostri quartieri con questa mail che si rivolge anche a Roberto Mastrantonio Presidente del Municipio Roma VII ed ai cittadini di Casale Rosso. 

Vi racconto di quando ogni mattino per andare al lavoro alle h 06.00, passo davanti alle prostitute che sono ancora con l’auto parcheggiata in mezzo alla strada mentre sono nude ed aspettano gli ultimi clienti notturni.

Guido che ancora è buio il traffico è scorrevole ed è più facile pensare. Penso a chi si prostituisce e considero come probabilmente più che una scelta sia una mancata opportunità di una vita che dovrebbe offrire diverse modalità di sostentamento. Poi penso alle migrazioni, alle costrizioni, alle violenze che spesso determinano la vita di donne obbligate a stare sul marciapiede.

Poi guardo la città e la nostra periferia e penso alla quotidianità ed al diritto che una buona convivenza dovrebbe partire dal rispetto di regole minime condivise mentre, sotto le nostre case la prostituzione che avviene nell’arco delle 24 ore, sembra sovvertire ogni ordine piegando tutto in un generale conflitto tra soggetti che paiono lontani tra loro ed invece sono persone con gli stessi diritti ossia, adulti che devono poter fare le proprie scelte:

– le prostitute maggiorenni che scelgono di prostituirsi;
– i clienti che vogliono fruire dei servizi delle prostitute maggiorenni;
– i residenti che vogliono scegliere di non condividere l’altrui attività sessuale.

Occorre però ricordare come la prostituzione di strada non si manifesta con la sola fase di adescamento ma si conclude con il rapporto sessuale consumato dietro un cespuglio o dentro la macchina di fronte le nostre case. Al mattino le nostre strade, i nostri giardini ed i cortili sono un tappeto di fazzoletti sporchi, preservativi usati, resti di pasti, bottiglie e rifiuti vari.

Circa 8 anni fa quando venimmo ad abitare a Casale Rosso nel VII municipio ci rendemmo subito conto di quanto fosse spinoso il problèma ma certo non immaginavamo che non sarebbe mai stato seriamente affrontato.

Ad oggi purtroppo la convivenza in questi luoghi è spesso lasciata alle iniziative dei cittadini ma, proprio gli abitanti di Casale Rosso, cercando di elaborare il pensiero, piuttosto che lanciarsi in un “cacciate le prostitute” guardando a chi aveva fatto qualcosa, videro come a Mestre la mediazione di questi conflitti venne affrontata con lo Zoning.

Adotta Abitare A

Zoning è un progetto articolato e non è una chiusura della prostituzione in un recinto. E’ un sistema che tiene conto della situazione con le leggi vigenti e valuta come sia possibile abbassare la conflittualità considerando i diritti ed i doveri di tutti i soggetti che in questo fenomeno si trovano coinvolti (principalmente prostitute, clienti e residenti), garantendo il proseguimento di tutti gli altri interventi dal contrasto delle Forze dell’Ordine al racket, ai percorsi di recupero e di fuoriuscita dal circuito prostituzionale.

Per questo voglio aggiungermi all’esortazione che Nicola Caravaggio ha fatto richiamando l’attenzione del Presidente di Municipio nel voler fare qualche cosa di incisivo per il quartiere. A tal proposito ricordo come Roberto Mastrantonio, nel suo programma politico, per l’attuale consigliatura, con coraggio, abbia inserito proprio questo tipo di approccio al problema che ad oggi, nonostante le varie ordinanze comunali, non è stato minimamente scalfito.

Bruno Cecchini, cittadino di Casale Rosso.


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