

L'amministrazione Gualtieri candida Roma Capitale all'asta pubblica per blindare l'area verde tra l'VIII e il IX Municipio e destinarla a parco pubblico attrezzato
Un polmone verde di ben quattordici ettari incastonato in uno dei nodi viari e urbanistici più strategici del quadrante meridionale della città.
La Giunta capitolina ha infatti dato il via libera a una proposta di delibera – che dovrà ora incassare il voto definitivo dell’Assemblea Capitolina – con cui si stabilisce ufficialmente il rilevante interesse pubblico e la valenza strategica dell’operazione, conferendo mandato alle strutture tecniche del Comune per partecipare alla procedura ad evidenza pubblica per l’acquisto del bene.
L’incursione di Palazzo Senatorio nell’asta pubblica nasce dall’esigenza politica e urbanistica di tutelare l’unitarietà del compendio, scongiurando il rischio di frazionamenti o di interventi privati che potrebbero alterare la destinazione d’uso di un’area da sempre al centro del dibattito cittadino.
L’orientamento espresso dal sindaco Roberto Gualtieri e dalla sua giunta è chiaro: sottrarre la maxi estensione verde alle logiche di mercato per restituirla integralmente alla collettività attraverso la trasformazione in parco urbano attrezzato e spazio destinato a funzioni sociali, ricreative e di interesse generale per i residenti del quadrante Roma Sud.
L’approvazione del provvedimento in Giunta rappresenta il primo step formale di un iter amministrativo che si annuncia serrato:
Il vaglio dell’Assemblea Capitolina: L’atto dovrà essere discusso e votato dall’Aula di Giulio Cesare per ratificare la dichiarazione di interesse pubblico e autorizzare la copertura finanziaria necessaria per formulare l’offerta.
La partecipazione alla gara: Ottenuto il via libera del Consiglio comunale, gli uffici capitolini preposti presenteranno l’offerta formale nell’ambito della procedura d’asta pubblica indetta per la dismissione dell’immobile.
La destinazione d’uso: In caso di aggiudicazione, scatterà la fase di progettazione partecipata con i territori dei Municipi VIII e IX per la realizzazione del verde pubblico attrezzato e delle relative infrastrutture di quartiere.
L’eventuale ingresso del parco delle Tre Fontane nel patrimonio indisponibile di Roma Capitale andrebbe così a consolidare la rete dei parchi pubblici capitolini, inserendo un nuovo tassello nell’itinerario verde che unisce la zona dell’EUR al bacino della Montagnola e della Garbatella.
Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.
TRE FONTANE, QUELL’AREA VA EDIFICATA, UTILE PER UFFICI E NUOVE RESIDENZE TIPO GRATTACIELI, IL VERDE SI DEVE FARE DOVE STANNO LE SECONDE CASE. IN CITTA’ E’ : DISFATTISMO!!