

50 tifosi del Genoa si presentano all'Olimpico nonostante le restrizioni. Ma la trasferta non era vietata...
Il giorno 8 febbraio, allo Stadio Olimpico di Roma, si è disputato l’incontro Roma – Genoa, importante per la classifica e sentito tra le tifoserie, tra le quali non corre buon sangue. Nella passata stagione Roma – Genoa è stata tristemente nota per il ferimento di due ragazzi genoani di 19 anni, di cui uno accoltellato. Per questo motivo, il “ Comitato di Analisi per la Sicurezza sulle Manifestazioni Sportive” aveva preso in esame il match e valutandolo ad alto rischio aveva annunciato in una nota datata 28 gennaio: "gli incontri di calcio “Reggina – Roma” (serie A), “Lecco – Pro Patria” (1^ Div. A) e “Cutro – Praia” (dilettanti), in programma il 1 febbraio 2009; “Roma – Genoa” (serie A), “Novara – Lecco” (1^ Div. A), “Pro Patria – Legnano” (1^ Div. A) e “Paganese – Benevento”, in programma l’8 febbraio 2009 e l’incontro di hockey “Hockey Milano – Real Torino”, in programma l’11 febbraio 2009, connotati da alti profili di rischio, sono rinviati alle valutazioni del Comitato Nazionale di Analisi per la Sicurezza delle Manifestazioni Sportive anche ai fini della individuazione dei provvedimenti interdittivi da suggerire alle Autorità Provinciali".
Il giorno seguente il Casms si era pronunciato a favore di una misura restrittiva, che consisteva nella vendita autorizzata esclusivamente entro i territori della Regione Lazio. Dunque, nessuna ricevitoria che non fosse nel Lazio poteva stampare i biglietti. Il Messaggero, il Corriere Dello Sport, La Gazzetta Dello Sport, La Repubblica, Tuttosport e molte altre testate giornalistiche avevano parlato di trasferta vietata ai tifosi del Genoa. E’ evidente che si tratta di un’interpretazione molto libera dei comunicati del Casms, in quanto, appunto, nessuna restrizione avrebbe potuto impedire ad un tifoso del Genoa residente in Liguria di acquistare un biglietto per la partita dell’8 febbraio.
Il giorno della partita ha riservato, però, delle sorprese. Il match Roma Genoa era cominciato da alcuni minuti, settore ospiti chiuso, quando, improvvisamente, una cinquantina di tifosi del Genoa sono apparsi in Distinti Nord e la situazione è diventata subito rovente. Dopo alcuni minuti di apprensione, dovuti alla vicinanza delle due tifoserie, è stato preso un provvedimento straordinario: lo spostamento dei tifosi rossoblù nel settore ospiti, aperto per motivi di ordine pubblico. Attimi concitati e nervosi tra lo stupore dei funzionari di pubblica sicurezza di fronte all’inaspettata sortita dei genoani.
Il giorno successivo, Il Romanista ha puntato il dito contro i tifosi rossoblù, accusandoli di aver violato una restrizione del Ministero Dell’Interno. Nell’articolo firmato da Daniele Galli si legge che “i genoani residenti fuori dai confini della Regione Lazio rischiano il DASPO (provvedimento di interdizione, che vieta l’accesso a qualunque impianto sportivi per 3-5 anni, ndr), mentre il punto Lottomatica che ha venduto i tagliandi potrebbe andare incontro sia a una sanzione penale, per inosservanza di un provvedimento a carattere giurisdizionale, sia a una amministrativa”. Invece i 50 tifosi del Genoa non dovrebbero, condizionale d’obbligo, essere diffidati, poiché, come dimostrato, non hanno ignorato alcun provvedimento restrittivo. La situazione è ora al vaglio del Casms che deciderà su eventuali sanzioni disciplinari ai danni dei genoani.
Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.