

Tiburzi: "I registri devono essere un mezzo per valorizzare il sentimento dell’amore e della libertà di scelta"
Le unioni civili fanno ancora dibattere. Il rischio concreto sembra infatti che questa decisione amministrativa venga presa troppo spesso come una crociata laica che si scontra con la mentalità tradizionale e cattolica.
Cosa dalla quale si discosta chiaramente la presidente della Commissione Elette di Roma Capitale, Daniela Tiburzi, che afferma: “I registri comunali nella nostra città, al momento, non sono una priorità nell’agenda dei problemi da affrontare”. Secondo l’onorevole, il registro deve avere l’obiettivo di estendere alcuni diritti a tutte quelle coppie capitoline legate da affettività e da progetti comuni e che non hanno usufruito dell’istituzione del matrimonio per scelta o per obbligo.
Questo diventa così un importante strumento per offrire pari opportunità ai cittadini e alle cittadine che finora non venivano tutelati. “Un mezzo -conclude la Tiburzi- in grado di valorizzare il sentimento dell’amore, della libertà di scelta e l’impegno a una convivenza stabile. Ben venga, pertanto, questo approccio, altrimenti il Registro sarebbe una forzatura giuridica e si trasformerebbe in una falsa battaglia di civiltà alla quale non intendo partecipare”.
Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.
Sarebbe bello se fossero una priorità. Sono passati ormai più di 20 anni da quando il primo comune italiano ha provato a introdurre il registro delle unioni civili! Dopo Milano e Torino è ora che anche la capitale dimostri di essere una città accoglienti come le sue controparti europee.