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Via Flora, nido con vista sfascio

A Pietralata aprirà un asilo a ridosso di un autodemolitore. Insorgono residenti e Legambiente

Se la situazione non cambierà entro gennaio 2011, il nuovo asilo nido di via Flora aprirà di fianco a uno sfasciacarrozze. Questo l’argomento che tiene banco nel quartiere Pietralata al rientro delle vacanze e che si riallaccia a una lotta civica che i comitati di zona portano avanti da anni: risolvere la questione degli sfasci a Pietralata.

Sul punto, il Comitato Pietralaltra chiosa: “Pensiamo che la vicenda meriti una forte denuncia per scongiurare un vero e proprio misfatto sociale e ambientale: la coabitazione tra bambini e discariche di rifiuti pericolosi, quali appunto sono i centri di autodemolizione”. Il “tema sfasci” è da molti anni ormai sul taccuino delle associazioni civiche del quartiere, ciò perché Pietralata, nonostante le numerose delibere (e altrettante proroghe) comunali, continua a convivere con queste attività. La deliberazione comunale n. 451 del 23/12/2009, in particolare, stabiliva che gli autodemolitori presenti in via di Pietralata sarebbero stati pronti a trasferirsi in un sito idoneo, in località Tor Cervara. Il provvedimento faceva seguito al più ampio progetto di delocalizzazione degli sfasci relativo all’intero Comune di Roma, il cui primo atto risale alla deliberazione n. 277 dell’11 dicembre 1986 con la quale il Consiglio Regionale del Lazio approvava il Piano Regionale dei Rifiuti, indicando la necessità che il Comune di Roma realizzasse 18 centri per l’attività di autodemolizione e rottamazione. Alla deliberazione fecero seguito 14 provvedimenti di varia natura, compresi accordi di programma, decreti e ordinanze del Presidente del Consiglio dei Ministri, ma rimasero lettera morta. Per cercare di rilanciare una soluzione del problema, il DPCM del 19 febbraio 1999 dichiarava “lo stato di emergenza nel territorio della Città di Roma e provincia in ordine alla situazione di crisi socio-ambientale e di protezione civile”. A tale misura faceva seguito prontamente l’azione del Comune di Roma, che con deliberazione n. 451 del 23 dicembre 2009 disponeva la delocalizzazione dei centri di autodemolizione e rottamazione del Comune, prevedendo anche lo spostamento degli sfasci di via di Pietralata in un’area sita nella zona di Tor Cervara.

Nonostante lo “stato di emergenza”, precisi provvedimenti giuridici e ripetuti incendi originati dagli sfasci, la situazione a oggi è cambiata di poco. Con qualche eccezione, infatti, la maggior parte degli sfasciacarrozze non si sono spostati da Pietralata. L’apertura dell’asilo nido di via Flora nei pressi di un autodemolitore, è stata, dunque, la ciliegina sulla torta. Il Comitato Pietralaltra, facendo riferimento alla delibera comunale n. 253 del 3 agosto 2010 che stabilisce l’apertura dell’asilo nido, ha deciso di interpellare anche l’assessore alle Politiche educative e scolastiche, Laura Marsilio, scrivendo una lettera: “E’ del tutto evidente – si legge – che non è accettabile una coabitazione tra bambini e centri di autodemolizione, che rappresentano un serio pericolo per la sicurezza e la salubrità dell’ambiente. In una situazione del genere non sono garantiti i più elementari criteri di conformità ai requisiti igienico-sanitari, di sicurezza e prevenzione incendi”.

Sulla questione è intervenuta anche il presidente di Legambiente Lazio, Lorenzo Parlati, il quale ha definito del tutto incompatibile l’attività di un asilo nido con una situazione di degrado ambientale allarmante per la salute umana come quella in cui versa l’area di via Flora, auspicando che “il Comune intervenga tempestivamente, con ogni strumento utile e opportuno, per riqualificare in tempi rapidi l’area in modo tale da garantire la piena tutela della salute dei cittadini residenti e dei minori che frequenteranno l’asilo”. Ad ogni modo, il tempo comincia a stringere e la questione dell’asilo metterà alla prova la capacità di reazione del Campidoglio. Gennaio è alle porte. 

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