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Via Longoni: il degrado, l’incuria, il valore delle nostre case e le aliquote IMU

Lettera aperta al Sindaco di Roma Capitale on.le Gianni Alemanno del Comitato di Quartiere

Riceviamo e pubblichiamo questa lettera aperta al Sindaco di Roma Capitale on.le Gianni Alemanno del Comitato di Quartiere via Longoni. Ecco il testo

"Siamo cittadini residenti in via Emilio Longoni nel quartiere di Tor Sapienza, VII Municipio.

La nostra è ancora quella periferia dove si sente la lontananza dal centro e nonostante le varie giunte comunali succedute al governo della città abbiano promesso di voler recuperare, nessuno è mai riuscito a prendere realmente a cuore i nostri problemi e perciò, la nostra è una zona che risulta cronicamente sofferente di un particolare stato di abbandono.

L’impressione è che non ci sia un vero programma di sviluppo cittadino perché mi chiedo come sia possibile che negli ultimi anni, delle poche cose che avevamo, sia stato chiuso il Centro Commerciale mentre l’ospedale ha spostato parte delle attività ambulatoriali altrove? E’ solo colpa della crisi o forse avremmo dovuto avere un più funzionale sistema di trasporti pubblici, che potesse servire la nostra zona e quindi migliorare la fruibilità e l’interscambio economico e culturale con la città tutta ?

L’unica linea di autobus ATAC che serve la nostra zona è il 112 e considerato che almeno ancora funzionano gli sportelli INPS mi chiedo come sia possibile che questa non sia interconnessa con una linea di metropolitana od almeno, con una fermata del treno metropolitano FR2 (la linea Tivoli / Tiburtina)?

I nostri palazzi sono le uniche residenze in questa strada e si trovano ai civici 19/21, siamo circa 200 famiglie ed ormai versiamo in una situazione di assenza di qualsivoglia esercizio commerciale e per il rifornimento di generi di prima necessità, siamo costretti a prendere i mezzi di trasporto ma siccome molti non possiedono una propria vettura o sono giovani e o anziani allora, si ricorrere al pubblico trasporto.

A questo punto i problemi si acuiscono e si arriva a parlare del vero disagio vissuto dal nostro quartiere e spiego meglio il perché.

Via Longoni, nonostante la Sua ordinanza antiprostituzione, è rimasto uno dei luoghi romani dove si svolge la prostituzione di strada. La peculiarità è che si tratta di prostitute trans che come è noto spesso sono in stato di ebbrezza ed assumono atteggiamenti fortemente dissociati. Ma è soprattutto dopo il calare del sole che la nostra strada subisce una metamorfosi. Non è più un quartiere dormitorio ma diventa la vetrina della spettacolarizzazione della mercificazione del corpo umano.

E’ questo un tema che attiene principalmente ai comportamenti sociali ed è evidente come tutte le azioni che la Sua amministrazione ha messo in campo non abbiano minimamente scalfito il fenomeno. Il disagio che viviamo oltre al traffico, agli schiamazzi, alle risse tra persone in stato di ebbrezza, alla sporcizia che viene abbandonata è l’impudicizia con cui si svolge il fenomeno che è anche numericamente importante (visto che mediamente sotto le nostre case, ci sono 20 prostitute per notte).

Non intendo dare un giudizio ma ci domandiamo per quale motivo non dobbiamo essere in grado di scegliere personalmente di poter insegnare ai nostri figli e nipoti, che il rapporto tra uomo e donna dovrebbe essere paritario e non di certo basato sulla compravendita del corpo fatto che invece si evince semplicemente affacciandosi dalle finestre delle nostre case.

Ebbene ciò nonostante, quando andiamo alla fermata dell’autobus, siamo costretti a passare proprio nel punto più presidiato dalla prostituzione e a nulla sono servite le reiterate richieste dei residenti per far spostare la fermata ATAC per avvicinarla ai nostri portoni.

Dunque se neanche si riesce a far spostare una fermata dell’autobus, devo prendere atto di come nulla sia possibile fare per noi ed altresì si deve constatare come il valore di mercato delle nostre abitazioni negli ultimi anni sia sceso vertiginosamente e la cosa non risulterà strana perché certamente ci si domanda: “chi vorrebbe acquistare casa in una zona così tanto degradata?”. La prova è che, nei nostri stabili, nessuno riesce più a vendere, neanche a prezzi stracciati.

Perciò arriviamo alla richiesta.

Sappiamo che entro fine luglio il comune di Roma dovrà deliberare sulle aliquote da applicare per il saldo dell’IMU 2012. Ebbene, stante la suddetta situazione, Le chiediamo di voler proporre una delibera che possa prevedere l’applicazione dell’IMU all’aliquota minima del 3,8 per mille per le abitazioni del nostro quartiere". 

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