

Le recinzioni metalliche saranno spostate in altre aree
Il presidente Mastrantonio ha detto basta alla chiusura e al degrado ambientale di via Severini e nonostante le gravi ristrettezze economiche del Municipio Roma 7 ha deciso per un intervento con il ricorso a "Somma Urgenza" al fine di far cessare il proliferarsi di microinsediamenti di baracche (alcune andate recentemente a fuoco) ed immondizia sparse in tutto il quadrante che va da piazza Pino Pascali a via Collatina (dove sono state recentemente anche ritrovate tonnellate di rame ed in estate una 15ina di quintali).
All’intervento di bonifica iniziato la scorsa settimana partecipa anche l’Ama.
"Innanzitutto abbiamo deciso di togliere le recinzioni metalliche poste ai lati di via Severini – ha spiegato Mastrantonio – in quanto venivano utilizzate come parete di contenimento di baracche (utilizzate anche dai trans che proliferano nella zona sia di giorno che di notte) ed immondizia. Recinzioni – ci dice – che saranno utilizzate per il parco Maria Teresa di Calcutta, sulla Palmiro Togliatti e per proteggere alcune situazioni nei centri anziani municipali".
Era un intervento necessario, ripete Mastrantonio, "avevamo il dovere di rispondere alle ormai continue richieste di aiuto provenienti dai residenti del comprensorio di Casale Rosso e di via Giorgio Morandi" che indicavano nella chiusura di via Severini, uno dei problemi dell’intero quadrante.
Ricordiamo che la strada fu chiusa subito dopo che l’Ama dismise l’impianto "dell’isola ecologica" andato parzialmente in fumo il 1 marzo 2009 a causa di un incendio di probabile origine dolosa. Dopo due mesi e mezzo l’area di via Severini era già talmente degradata da attirare l’attenzione di Striscia La notizia (e le puntualizzazioni del Presidente del VII) con conseguente intervento di bonifica e chiusura lato Collatina. Comunque l’impianto Ama era già destinato alla dismissione in quanto ricadente su un’area di proprietà Atac e assegnata ad un progetto, oggi abbandonato dalla giunta Alemanno, che prevedeva la costruzione del deposito dei Jumbo tram.
I numeri dell’operazione di bonifica sono numeri importanti e richiedono l’intervento dei dipartimenti interessati, quello delle politiche sociali su tutti. Centinaia sono ormai le famiglie Rom che sfuggite a censimenti e chiusure di campi abusivi come quelli del casilino 700 e 900, di via della Martora a cui vanno aggiunti nuclei familiari di rom francesi sfuggiti alle soluzioni decise dalle scelte operate dal presidente Sarzoky.
"I lavori – ha detto Mastrantonio – andranno avanti per diversi giorni e oltre alla rimozione di centinaia di tonnellate di rifiuti di ogni genere, riguarderanno anche il riposizionamento di un centinaio di tombini asportati e il ripristino dell’illuminazione pubblica. Spetterà poi al prefetto di Roma e all’Assessore Belviso adottare misure idonee nei confronti di questo ennessimo villaggio non controllato di popolazione rom", incrementato come dicevamo da decine di famiglie provenienti dalla Francia.
Il comune ha sottolineato Mastrantonio, "non può limitarsi a mandare i vigili e a censire il numero delle baracche che lievita giorno dopo giorno, esiste il problema riguardante la sicurezza e quello non meno grave che riguarda l’inquinamento ambientale".
Il VII municipio con questa decisione del presidente Mastrantonio e della sua giunta si è assunto anche responsabilità non proprie. Aspettiamo adesso che prefetto ed Alemanno, facciano, come più volte promesso e annunciato, altrettanto.
Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.