

Un sopralluogo al parco Madre Teresa di Calcutta su via Palmiro Togliatti, in via degli Olmi,in via E. Longoni
Non più sterili annunci di chissà quali azioni taumaturgiche messe in campo per dare un senso alla lotta per eliminare il degrado della prostituzione di strada, una sorta di competizione con chi incurante del rispetto delle persone e dei luoghi aveva reso a veri e propri postriboli a cielo aperto ogni spazio verde, illuminato e non, appartato o non.
La cittadinanza non ha strumenti per impedire il mercimonio di strada. E’ ancora in piede una manifestazione pacifica di cittadini che ormai da oltre quindici giorni ogni sera sulla Palmiro Togliatti scende in strada per far desistere le "lucciole" tutte giovanissime dell’est europeo, ad esercitare fin dentro i portoni delle proprie abitazioni. Per il momento una trentina di uomini e donne tutte le sere dopo cena scendono in strada e in gruppo chiaccherano tra loro avvicinandosi alle lucciole, costringendo di conseguenza la clientela a cercare altrove di saziare i proprio appetiti sessuali.
Sabato mattina ci siamo recati nel Municipio Roma 7 e accompagnati dal Presidente Mastrantonio e dagli assessori ai Lavori pubblici Ferrari e all’Ambiente Moriconi abbiamo voluto verificare la bontà degli annunci sulle realizzazioni di opere tese a limitare l’esercizio della prostituzione di strada nei quartieri, eliminare il degrado e incrementare i servizi alla cittadinanza.
Prima tappa il parco Madre Teresa di Calcutta su via Palmiro Togliatti, fino a pochi giorni fa quasi il centro della prostituzione e adesso grazie alla realizzazione del progetto Bulli & Bulle e l’installazione di cancelli di chiusura ed una ordinanza firmata dal presidente Mastrantonio per la chiusura nelle ore notturne, si confida che l’importante polmone verde potrà essere definitivamente sottratto al degrado e la seconda edizione di "Il 7 si fà in 4" che vedrà per un mese, mostre, kermesse culturali attraverso le scuole e le associazioni sportive e culturali del municipio, dovrebbe fare il resto.
La seconda tappa l’abbiamo fatta in via degli Olmi dove sono molto avanti i lavori per la messa in sicurezza dell’acquedotto Alessandrino e sul quale è bene ricordarlo esisteva un progetto partecipato che voleva la realizzazione di un percorso ciclopedonale e il recupero della Torre Alessandrina, il collegamento alla piazza dell’Acquedotto recentemente restaurata, oltre ovviamente all’illuminazione e a degli espropri necessari. Progetto definanziato dal Sindaco Alemanno, ma che il Municipio con enormi sacrifici sta cercando ugualmente di realizzare. Niente più transessuali che si prostituivano sotto ogni arco dell’acquedotto a meno di quindici metri dalle finestre delle abitazioni. Al loro posto, messi a dimora degli alberi di Mela Romana, l’illuminazione, un marciapiede in legno (così lo ha voluto la sovraintendenza). Sempre in quel quadrante a confine con viale P. Togliatti il Municipio con la recinzione recuperata dalla bonifica di via Severini sta realizzando un giardino per bambini, laddove fino a ieri c’era una latrina per cani di giorno e un lupanare di notte per trans e prostitute e sempre, ovviamente, sotto le finestre delle abitazioni. In questo caso al Municipio serve l’aiuto del dipartimento X per la fornitura e l’installazione dei necessari giochi. E su questo, assicura l’assessore Moriconi, confidiamo nell’on. Visconti e nel nuovo dirigente dott. Tancredi.
Ancora una tappa infine in via E. Longoni, dove troviamo una ruspa che per l’ennesima volta il proprietario del terreno, in attesa da oltre sette anni dell’approvazione da parte del Comune della licenza edificatoria a compensazione (una follia se si pensa ai soli tre mesi per l’iter autorizzativo della cementificazione nel parco di Casa Calda ma quello si sa, è riconducibile alle proprietà Vaticane) sta eliminando montagne di rifiuti che fanno capolino dai rovi e le capanne di lamiera costruite da invadenti trans che pretenderebbero di esercitare nonostante la presenza di operai, del presidente Mastrantonio e degli assessori.
Il Municipio d’accordo con la Polizia di Roma Capitale e i Carabinieri ha imposto il divieto di fermata e chiuso parzialmente l’accesso ai terreni, regolarmente ma inutilmente recintati. Adesso per cercare la soluzione definitiva del problema, e in attesa dell’apertura dei cantieri il Municipio farà un ulteriore forzo economico installando una barriera di new jersey che dovrebbero impedire la sosta dei " clienti".
"C’è ancora tanto da fare – ha sottolineato il presidente Mastrantonio – ma crediamo di essere sulla buona strada e sono ancora dell’avviso che lo zooning per il nostro problema, sarebbe il male minore. Adesso però nelle ore notturne servirà un maggior controllo del territorio in quanto la chiusura di alcuni luoghi fino ad adesso utilizzati dalla prostituzione potrà determinare che vengano utilizzate strade poco illuminate, magari private e senza uscita che poi al mattino i cittadini troverebbero piene di fazzolettini e preservativi, di concerto con le forze dell’ordine cercheremo di evitare per quanto possibile questa eventualità".
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