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Zarate, il calcio che non ti aspettavi

L'argentino torna a far gioire i tifosi della Lazio

1- Zarate. Foto Gmt. 2- Firenze 08/01/2009 Stadio Artemio Franchi Fiorentina-Lazio 1-0 Zarate in contrasto. Foto-Gmt

Il calcio è quello che non ti aspetti, un mazzo di rose dal postino, una chiamata di un amico che non sentivi più, una vincita inattesa al tuo gioco preferito. Il calcio è la tua squadra che tentenna vacilla e poi risorge. Il calcio è una partenza sprint che lascia stupiti gli avversari e diventi regina a dispetto del pronostico. Il calcio è poi una serie in sequenza di appuntamenti mancati. Il calcio sfugge alle regole perché è un cocktail di ingredienti che sottostanno alle regole della chimica dei sapori. E qualora tutto fosse in ordine e in armonia c’è poi l’imponderabile accanto al sentimento. Fattori X ed Y che si sommano al lavoro ben fatto. Ed è così a volte nel calcio che proprio mentre pensi di dover cestinare tutto ti accorgi di non dover buttar più via niente. Come una magia quello che hai tra le mani è ancora un giocattolo funzionante e divertente.
Tornando agli ingredienti accade ch euno di questi si chiama Mauro Zarate uno che inventa due gol in due giornate, in due gare sulla carta difficili, con due avversari importanti.
Un ex bambino che improvvisamente si rialza da un letargo ristoratore e come un piccolo robot ritrova batterie nuove, cammina, corre e mette la palla dentro dove “l’archero” (portiere in argentino) non può arrivare. E la mia mente torna indietro nel tempo quando guardavo incantato i primi cartoni made in Japan. Il calcio ci narra l’imprevedibilità della vita i suoi alti e i suoi bassi e ti spiega che dal pantano ne esci con una giocata fuori dai moduli a patto che essa sia nelle tue corde. Ad aiutarti nelle res adversae occorre però anche l’irriverenza indisciplinata del genio che nel bisogno esce fuori e ti avverte che c’è. Certo poi intorno serve l’amalgama, quell’armonia di cui sopra. E poi c’è il caso, il gran gol che trovi aiutato dalla buena suerte e che accende l’ambiente, carica i compagni ed accelera i battiti della tua autostima. E sull’onda dell’entusiasmo vai avanti e segni ancora. E la gente? Quella che aveva messo l’affetto in stand by si risveglia, e si riaccende, sogna e spera.
Signori, questo è il calcio, un goal dalla tre quarti a rientrare con il destro sotto il sette da circa trenta metri e un altro dopo una sgaloppata sulla fascia a rubare metri a un avversario per poi incrociare sul palo lontano. Prima Fermata Roma, Seconda Fermata Genoa: la vita ed il calcio somigliano alle corse delle bici. Non vinci il Tour ma puoi sorridere per più di una tappa.

Le 12 perle di Mauro Zarate

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