

L'intervento punta a migliorare la qualità genetica e tutelare la biodiversità
Sostegno concreto e difesa della biodiversità autoctona. Sono questi i pilastri della nuova misura varata dall’Assessorato all’Agricoltura della Regione Lazio.
Da questa mattina, le aziende zootecniche del territorio possono richiedere rimborsi per l’acquisto di capi riproduttori, una strategia volta a elevare la qualità delle carni e del latte prodotti nel Lazio e a salvaguardare il patrimonio genetico locale.
Il bando prevede due differenti linee di finanziamento a seconda della spesa sostenuta e della situazione dell’allevamento:
Acquisto riproduttori maschi: Copertura del 60% della spesa per tutte le aziende che investono nel rafforzamento genetico dei propri capi.
Fattrici ovicaprine (Emergenza BTV): Per gli allevamenti che nel 2025 sono stati colpiti dal virus della lingua blu (BTV), il contributo sale all’80%. Questa misura straordinaria mira a ricostituire il patrimonio ovicaprino messo a dura prova dall’epidemia dello scorso anno.
L’agevolazione è gestita con una procedura “a sportello”: ciò significa che le domande verranno lavorate in ordine cronologico di arrivo fino a esaurimento dei fondi.
Stato dell’acquisto: Il contributo è a rimborso; per accedere è necessario che l’azienda abbia già effettuato l’acquisto dei capi.
Qualità garantita: I riproduttori devono rispettare rigorosi requisiti genealogici e sanitari per garantire l’effettiva idoneità al miglioramento della razza.
Procedura online: Le istanze devono essere inviate esclusivamente attraverso il portale web dedicato della Regione Lazio.
«Investire nel miglioramento genetico significa guardare al futuro dell’agricoltura laziale con responsabilità», ha dichiarato Giancarlo Righini, assessore all’Agricoltura e Sovranità Alimentare. «Il supporto agli allevatori, soprattutto a chi ha subito le conseguenze del virus BTV, è una nostra priorità assoluta per mantenere alta la competitività del settore e proteggere le razze che rendono unico il nostro territorio».
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