Cinema e lockdown tra ispirazione, narrazione e resilienza

L'evento il 14 ottobre, presso lo Spazio Roma Lazio Film Commission-Auditorium Parco della Musica
Anna Onori, Henos Palmisano. - 28 Ottobre 2021

Suggestioni dal set, straordinario evento-dibattito organizzato dal giornalista Marco Bonardelli, nell’ambito della XVI Festa del Cinema di Roma.

Il 14 ottobre, presso lo Spazio Roma Lazio Film Commission-Auditorium Parco della Musica, si è svolta la IX edizione di “Suggestioni dal set”, ideato dal dinamico e raffinato conduttore Marco Bonardelli.

Tema dell’evento è stato il “Cinema e lockdown tra ispirazione, narrazione e resilienza”, lo svolgimento, il raffinato conduttore, lo ha abilmente portato a termine, incentrando l’attenzione su tre film: 1) Il cinema non si ferma di Marco Serafini, 2) Il giorno e la notte di Daniele Vicari, 3) La vita in una scatola di Fausto Petronzio.

Su questa testata ci siamo occupati molte volte della pandemia, sia dal punto di vista medico (v. “La lezione del Coronavirus. Riprogettare una Sanità meno burocratica e più umana”, “Mens sana in corpore sano. Sì, ma come in tempo di Covid?”, “Vaccinazioni: i consigli di un vecchio medico” ecc.) che dal punto di vista sociale e letterario (v. “Amori in quarantena” di Alice Avila).

“Il cinema non si ferma” è un film-documentario ideato da Ruggero de Virgiliis, diretto da Marco Serafini, girato nel marzo 2020 in pieno lockdown. È una commedia di 7 episodi, uno spaccato di vita quotidiana, girato interamente con …”Smartphone e webcam” a dircelo con estrema simpatia è l’attore Francesco Foti “abbiamo dovuto improvvisarci registi, sceneggiatori, costumisti insomma tutte quelle maestranze necessarie in un normale film, avendo come scenografia la propria casa e come aiutanti i nostri familiari”.
Marco Serafini, ammettendo di aver fatto fatica a riconoscere Francesco Foti (la webcam distorce la realtà fisiognomica del viso), con grande orgoglio ha affermato che, quando gli attori e le maestranze sono stati informati di quel progetto a scopo benefico (i proventi presenti e futuri andranno interamente alla Protezione Civile), tutti hanno accettato con entusiasmo fornendo le proprie competenze e professionalità in modo gratuito. Stefano Piani ha diretto un pool di sceneggiatori; Daniele Muscolo, direttore della fotografia, impartiva gli ordini (costumi, ciak, convocazioni ecc.) per videoconferenza, come se fossero in un “normale” set; …”Le musiche sono state realizzate da 24 autori dell’Associazione Compositori Musiche per Film (associazione molto cara ad Ennio Morricone)”, a sottolineare l’impegno dei musicisti è Alessandro Molinari, compositore e vice presidente ACMF.

“Il giorno e la notte” è un film scritto da Andrea Cedrola e Daniele Vicari, girato da remoto durante il lockdown e narra le vicende di 4 coppie, costrette a vivere e confrontarsi tra le 4 mura domestiche. Il film è ambientato in futuro prossimo: l’intera popolazione è obbligata a vivere chiusa dentro casa nel timore di un attentato terroristico.
Presenti all’evento: Francesca Zanza (produttrice), Andrea Cedrola (regista e sceneggiatore), Francesco Acquaroli (attore), Barbara Esposito (attrice).

“La vita in una scatola” è un film scritto e diretto da Fausto Petronzio, che prende spunto dai fatti di cronaca, durante il lockdown; è la commovente lettera di un padre, ricoverato in una RSA, che scrive alla figlia: la disperazione di non potersi abbracciare con i propri cari, la lontananza forzata, la quasi totale mancanza di informazioni.
Sabrina Marciano, l’attrice protagonista, in un commovente racconto è riuscita a riportarci a quei giorni terribili, a farci riflettere sui morti di covid ed, in modo particolare, agli anziani deceduti nelle residenze sanitarie.

Barbara Sirotti, protagonista e sceneggiatrice del film “Aria”, è intervenuta dando uno spaccato della violenza domestica contro le donne durante la pandemia.

Dar Ciriola

Marco Bonardelli ha condotto l’evento-dibattito con rara maestria e signorilità, mettendo sempre gli interlocutori a proprio agio, senza interferire od interrompere il pensiero degli intervistati, qualità ancor più rare da reperire nei conduttori, che imperversano nei quotidiani “talk-show”.


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