

Piattoni: "escludere 41 candidati vuol dire perdere 40.000 elettori"
Le polemiche sull’esclusione di 41 candidati del centrosinistra dalle primarie per i minisindaci continua ad espandersi in tutti i municipi.
“E’ davvero assurdo – dichiara il Consigliere Fabio Piattoni (Partito Democratico) – che l’intera classe dirigente romana del centro sinistra non capisca che estromettere, a suon di discutibili regolamenti, ben 41 candidati alla carica di Presidente del Municipio, significa buttare a mare circa 40.000 elettori! La cecità di tali esclusioni, tra l’altro, viene poi ricondotta al rispetto di regolamenti, che non fanno altro che da paravento all’incapacità di saper cogliere il grande malessere che serpeggia tra i cittadini.
Nel Partito Democratico, poi, vi è stato un ulteriore inasprimento delle condizioni di partecipazione: bisognava associare alle 750 firme o il 35% delle firme dei membri dell’assemblea del PD di zona o il 20% degli iscritti del PD municipale. Premesso che reperire gli elenchi degli iscritti è risultato come cercare un ago nel pagliaio, ma è evidente come, chi avesse già iniziato la raccolta delle firme precedentemente, è risultato avvantaggiato rispetto a chi ha atteso, come me, la rielaborazione dei confini dei Municipi per potersi candidare.
Ma è anche scorretto parlare di svantaggio: in effetti era praticamente impossibile candidarsi nel PD visto che tutte le firme aggiuntive richieste erano già occupate! Il tardivo regolamento del PD per la selezione delle candidature (approvato nell’assemblea dell’8-9 Marzo 2013 a soli 10 giorni dallo scadere del termine di presentazione delle firme!! – lo Statuo Nazionale del PD infatti prevede, per analogia di applicazione , ben 90 giorni prima della scadenza!) non solo ha reso impossibile candidarsi, ma ha aiutato chi ha dimestichezza con le tessere di partito e ha compromesso irreversibilmente la libera partecipazione.”
“ Dai giornali si apprenderebbe poi – continua il Consigliere Piattoni – che ci sarebbero dei molti candidati (Sindaco e Presidente di Municipio) privi dei requisiti necessari per la partecipazione alle primarie o che addirittura – come in Municipio 12 – non sapevano proprio di essere candidati! Mi chiedo come è possibile che io, supportato da ben 1200 firme di cittadini – abbia manifestato la volontà di correre alle primarie del mio Municipio al comitato di coalizione “Roma Bene Comune” (e non al PD) e sono stato non ammesso e altri che neanche sapevano di essere candidati sono stati inseriti negli elenchi ufficiali! Tutto ciò, unito alla disparità di trattamento tra cittadini/candidati e le ingiuste esclusioni, hanno generato non solo confusione, ma anche situazioni che risulterebbero, come evidenziate dai media, ai confini con la legalità.”
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