

Mirante è l'eroe per caso, seguito dalla rivelazione Zaniolo e dal Faraone. Anche Ranieri sul podio. Proprietà e dirigenza disastrose
Robin Olsen 4,5Parte con la papera alla prima di campionato col Toro, ma è fortunato perché il palo gli salva la reputazione. Da lì in poi sembra che la fortuna giri per il verso giusto e, nonostante la difficoltà di ambientamento in un campionato straniero e gli evidenti difetti tecnici di base, ha alternato grandi interventi a papere mai decisive per il risultato. Questo fino a un certo punto, poi il crollo, quasi che i suoi nervi non abbiamo retto e con l’arrivo di Ranieri ha smesso di fare danni accomodandosi in panchina
Daniel Fuzato s.v.: Nemmeno una presenza per il terzo portiere, anche se di lui si parla bene
Quando Ranieri gli ha affidato la porta lui si è fatto trovare pronto e ha regalato più di un sorriso ai tifosi, con parate salva risultato, che sono state l’arma in più per la messa in sesto della squadra nel finale di stagione

Rick Karsdorp 4,5Il rientro dell’esterno olandese dai suoi pesanti infortuni non è stato dei migliori.
Né Di Francesco prima, né Ranieri poi lo hanno visto come una valida alternativa a Florenzi.
Malissimo in fase difensiva, qualcosa di più quando si affacciava oltre la metà campo, ma i suoi continui acciacchi gli hanno pure impedito quella continuità che vuol dire sicurezza dei propri mezzi
Juan Jesus 5Poco utilizzato dai due tecnici che si sono avvicendati in panchina, e quando è stato preso in considerazione ha alternato cose discrete a prestazioni imbarazzanti
Aleksandar Kolarov 6In calo rispetto alla sua prima gloriosa stagione in giallorosso.
Bersagliato anche lui da acciacchi fisici non sempre ha trovato la forma migliore e le falle, soprattutto dal punto di vista difensivo, si sono viste, eccome.
Non ha giovato la sterile polemica di metà campionato tra lui e i tifosi
Iván Marcano 5,5Poche apparizioni per lui, alcune da centrale difensivo, in cui ha spesso fallito, e in altre, più sporadiche, da esterno sinistro in cui invece non ha demeritato
Davide Santon 5,5In arrivo dall’Inter, le sue prime apparizioni sono state promettenti e Di Francesco è riuscito pure a creare per alcune gare una catena di destra con Florenzi. Poi i problemi fisici e una certa discontinuità nelle prestazioni lo hanno fatto retrocedere nelle retrovie.
Si infortuna anche lui nel finale e chiude la stagione anzitempo
Federico Fazio 5La peggiore stagione da quando è a Roma.
Con la squadra di Di Francesco completamente sfilacciata ha faticato a ritrovarsi e ne ha combinate una a partita.
Con Ranieri e una difesa più protetta, che gioca molto più vicina al portiere, ha ritrovato l’antica serenità ritornando nelle ultime gare ad essere il Comandante
Alessandro Florenzi 5,5Doveva essere la stagione del risorgimento dall’infortunio e invece è apparso in tutti i suoi limiti, anche dovuti ai continui guai fisici.
È probabilmente la sua stagione peggiore, un buon viatico per il nuovo capitano della Roma 2019/2020
Kostas Manolas 6L’eroe di coppa della scorsa stagione è incappato quest’anno (anche lui) in diversi infortuni che lo hanno sottratto a partite importanti.
Ci ha messo una pezza fin dove ha potuto
Bryan Cristante 5,5Chiamato in causa ben presto a rimpiazzare DDR a centrocampo, ha fatto spesso coppia con Zonzi arretrando il suo consueto raggio di azione.
Al grande spirito di sacrificio e dedizione non è seguita la giusta qualità.
Il suo passo lento e prevedibile non ha offerto il miglior contributo a un centrocampo monocorde.
Quando si è affacciato sotto porta è stato più efficace e decisivo
Lorenzo Pellegrini 6Un inizio di stagione esaltante, da trequartista alla Nainggolan, che ha fatto sognare i tifosi romanisti.
Poi l’infortunio, anzi, gli infortuni muscolari che lo hanno messo KO.
La seconda parte di stagione non è stata delle migliori
Daniele De Rossi 6Il capitano, 18 anni di Roma, ultima bandiera del calcio italiano, alla sua ultima stagione, stagione difficile bersagliata dagli infortuni, e poi la sua volontà di non operarsi per non perdere quell’ultimissima parte che gli ha permesso di aiutare la squadra.
Infine la scelta cinica e sbagliata dei vertici societari di scaricarlo
Cengiz Ünder 5,5Il turco è stato un’altra vittima illustre degli infortuni muscolari.
Assente per buona parte della stagione, si rivede nel finale per non essere più preso in considerazione dal nuovo tecnico per esigenze tattiche della squadra
Ante Coric n.g. Praticamente mai considerato da entrambi i tecnici. Rimane un oggetto misterioso
Nicolò Zaniolo 6,5E’ stata l’autentica rivelazione della stagione romanista.
A “sfondare” in così poco tempo non se lo aspettava nessuno.
Grazie alla sua duttilità tattica si è ritagliato quei ruoli da esterno e da trequartista che gli hanno permesso di emergere ed essere decisivo per larghi tratti della stagione.
Poi il calo, inevitabile, fisiologico, vista la giovane età dopo il debutto in serie A e in Champions
Javier Pastore 4E’ stato il flop vero della stagione.
Per quello che è costato e per il suo ingaggio da “paperone” è stato un peso unico per la squadra.
A parte qualche bel gol di inizio stagione, gli infortuni continui hanno rilasciato un giocatore abbastanza imbarazzante per scelte tecniche e condizione fisica
Steven Nzonzi 5,5Preso all’ultimo a stagione già iniziata e catapultato nella mediana di centrocampo, si è barcamenato senza mai strafare.
Nel corso della stagione è mancato il salto di qualità e una maggior personalità, soprattutto per le grandi aspettative che ci sono state su di lui
Alessio Riccardi s.v. La giovane promessa della Primavera, una solo gara per lui, esordendo in Champions
Diego Perotti n.g.Si è visto troppo poco per poterlo giudicare, stavolta gli infortuni lo hanno reso inutilizzabile fino alla fine.
Segna, come nel caso di Totti, l’ultima rete nel match di addio di De Rossi
Edin Dzeko 5Stagione deludente per il gigante bosniaco. Sebbene non abbia mai fatto mancare il suo apporto tecnico-tattico, da vero leader e uomo squadra, sono mancati troppo i suoi gol che hanno pesato molto sull’economia delle prestazioni sue e della squadra.
È forse la sua ultima stagione in giallorosso, chiusa con qualche fischio nell’ultima gara
Patrik Schick 4Deludente anche nella seconda stagione in giallorosso.
L’attaccante ceco non è riuscito a trovarsi e il peso dei milioni spesi per prenderlo si è fatto sentire tutto.
Ranieri pensa che il giocatore abbia enormi potenzialità, ma dovrebbe sbloccarsi. Riuscirà a farlo nella Roma?
Justin Kluivert 5,5Alla prima stagione in giallorosso non si può dire che sia stato una rivelazione.
È giovane e si vede, alternando prestazioni interessanti ad altre meno.
È acerbo tatticamente, anche se la cura Ranieri lo ha aiutato nel finale
Stephan El Shaarawy 6,5Si è distinto tra i migliori della squadra.
Nel corso della stagione ha acquisito quella continuità, in controtendenza con il resto del gruppo, che gli ha permesso di essere il miglior realizzatore della Roma
Alla sua seconda stagione da allenatore della Roma non riesce a finirla per i tanti errori commessi, a cominciare dalla preparazione atletica e dalle scelte tecnico-tattiche, che non hanno portato i frutti sperati.
La squadra, sempre molto precaria fisicamente, non è riuscita mai a tenere quei ritmi elevati che lui chiedeva per supportare l’assetto offensivo.
Risultato: difesa colabrodo e tracolli clamorosi (vedi il 7-1 in coppa Italia contro la Fiorentina) con qualche sussulto di orgoglio in alcune gare, fino alla débâcle totale e il mister esonerato dopo la disfatta Champions contro il Porto
All. Claudio Ranieri 6,5Il mister non è riuscito a compiere il miracolo stavolta, e la Roma non va in Champions, ma è stato bravo a normalizzare un ambiente alla disperazione e a ricompattare il gruppo evitandogli ulteriori figuracce, e alla fine fa 22 punti in 12 partite.
Rimarrà nella storia della Roma il suo pianto nella partita di addio di De Rossi durante l’ultima gara, quando la curva lo ha omaggiato del suo servigio alla squadra amata.
Perché ricordiamo sempre che un allenatore del suo calibro ha scelto di allenare la Roma negli ultimi tre mesi senza chiedere altro. Qualche altro allenatore del suo livello lo avrebbe fatto?
La società 3Tutti i nodi vengono al pettine. Tutti gli errori, le strategie, le scelte di comunicazione della società emergono in un solo anno nel modo più dirompente possibile.
Dai continui cambi al vertice societario; dalla scelta di Monchi e Di Francesco e dal loro susseguente abbandono per gli errori commessi (veramente devastanti); dalle scelte di comunicazione sbagliate di Mister Pallotta, che da più di un anno manca da Roma e parla solo di stadio in maniera ossessiva; fino all’ultima suicida scelta di scaricare la bandiera De Rossi, goccia che ha fatto traboccare il vaso romanista, che gli ha riversato contro la rabbia di tutti i tifosi, finalmente compatti contro una Presidenza che mai è stata così lontana dalla storia della Roma.
A dimostrazione dell’assenza di un vero progetto sportivo ci sono gli “0 tituli” della proprietà d’oltreocenano che stanno a rappresentare un periodo record per l’assenza di traguardi nella storia giallorossa.
Ciliegina sulla torta, che ha confermato quanto di sciagurato è stato fatto, la totale assenza (per paura dei fischi?) dei vertici societari all’addio di De Rossi, a parte Totti e Bruno Conti, ma questa è un’altra storia… quella della A.S. Roma.
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